Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      rame potassico, ovvero sia di quelle che non reagiscono Lo zucchero di canna, per es., non dà reazione coll'ossido di rame alcalino, mentre per
      10 contrario questa si ottiene facilmente collo zucchero d'uva, collo zucchero di latte e con altri zuccheri congeneri. C6sì, per esempio, se si avesse una mescolanza di due materie zuccherine, una delle quali col potere riduttivo e l'altra senza, il liquore sovra citato sarebbe un mezzo ottimo per riconoscere in che proporzione siano mescolate insieme. Per esempio, qualora si avesse una mescolanza di zucchero d'uva e di zucchero di canna, siccome il primo riduce l'ossido di rame e il secondo no, così non avrebbesi che a cominciare le reazione fino a che sia determinata la quantità del primo, poscia fare un secondo assaggio sopra un'altra porzione della materia da esaminare, la quale do-vrebb'esBere stata sottoposta in antecedenza ad una bollitura con alcune gocciole d'acido solforico o di acido cloridrico, poiché con tal mezzo lo zucchero di canna si trasforma in zucchero d'uva. In questo secondo assaggio il liquore saccarimetrico darebbe una quantità di reazione proporzionata a quella che si ottenne nel primo, in cui agi il solo zucchero d'uva, più altra di reazione proporzionata alla quantità di zucchero di canna che per mezzo della bollitura e dell'acido fu trasformato in zucchero d'uva.
      Per eseguire l'operazione si procede a caldo, prendendo il liquido saccarimetrico che sia quasi bollente, misurato col mezzo di una pipetta in modo da averne 60 cent cubi, e versato in unacassula per mantenerlo bollente durante l'operazione. Col mezzo di altra pipetta graduata bì farà cadere a goccie il liquido zuccherato , continuando fino a tanto che non succede più reazione, ossia fino a tanto non si vede più formare precipitato di color giallo, e il liquido, di colorito in azzurro che era, divenne perfettamente scolorito.
      Siccome la quantità dell'ossido di rame ridotto è costantemente proporzionale a quella dello zucchero riduttore, cosi sapendo quant'ossido di rame sia contenuto in un cent, cubo della soluzione sac-carimetrica, si potrà argomentare quanto di materia zuccherina fosse nel liquore sperimentato, dalla quantità di detto liquore che occorse alla piena riduzione. Per fare un calcolo in proposito fa d'uopo tenere presente che il biossido di rame perde metà del proprio ossigeno a fronte dello zucchero riduttore, ossia nn mezzo equivalente per molecola, e che una molecola di zucchero d'uva domanda 24 equivalenti d'ossigeno acciocché tutto
      11 suo carbonio sia perfettamente trasformato in acido carbonico. Laonde si avrà la riduzione di 24 equivalenti di protossido del medesimo metallo, che è la materia gialla che precipita durante la reazione, e un equivalente di zucchero decomposto in acqua ed in acido carbonico.
      Metodo di Payen. — Questo metodo non può adoperarsi che per l'assaggio degli zuccheri solidi, poiché fu desunto dalla proprietà che possiede l'ai-coole saturo di zucchero di sciogliere il melazzo e rifiutare lo zucchero puro e cristallino.
      Si prepara il liquido di prova, prendendo un litro di alcoole a 85° cent, a cui si aggiungono 50 cen-
     
      ti metri cubi di acido acetico a 7° od 8° e poi facendo ivi sciogliere 50 grammi di zucchero bianco secco e polverizzato. L'alcoole è saturo di zucchero mediante la detta quantità alla temperatura di 15°; ma poiché la sua capacità di saturazione cresce col crescere della temperatura, e nell'estate non sarebbe più saturo, perciò si suole tenervi sospesa una filza di cristalli di zucchero candito verso l'alto, acciò fornisca l'occorrente di mano in mano che il liquido diventa atto a discioglierli.
      Per eseguire un assaggio, si prende lo zucchero in cui si voglia conoscere se contenga melazzo e in che proporzione, si rompe e polverizza in un mortajo, mettendone a parte 10 grammi cbe s'introducono in un tubo del diametró di 15 millimetri circa e della lunghezza di 30 centimetri. Si versano 10 cent cubi di alcoole anidro sullo zucchero suddetto, affine di portarne via l'acqua igrometrica; si agita entro il tubo; si lascia deporre e si decanta l'alcoole. In appresso si versano nel tubo 55 centimetri cubi del liquido di prova, si agita ben bene, si lascia in quiete finché il liquido sia chiaro, ! e si decanta; si replica due volte l'operazione con { 50 cent cubi del liquido di prova per volta, si decanta sempre, e infine si lava con alcoole di 96° c. Si raccoglie lo zucchero cosi trattato sopra un feltro di carta, si lascia seccare e si pesa. La diminuzione di peso dimostrerà quanta fosse la proporzione del melazzo, dello zucchero incristallizzabile o del zuccherato di calce portato via dal liquido i di prova.
      Metodo di Peligot. — Fu dedotto dal modo diverso con cui gli alcali agiscono sopra lo zucchero ordinario in confronto di quello che fanno collo zucchero d'uva e colle materie zuccherine somiglianti.
      Si prende cal e caustica e si fa spegnere all'acqua in modo che formi un idrato ben secco, si setaccia e se ne pesano 10 grammi. Si prendono 10 grammi dello zucchero da assaggiare e si fanno sciogliere in 75 cent, cubi di acqua. Si macina il tutto per l otto o dieci minuti in piccolo n ortajo, indi si feltra. Sul feltro rimane la calce eccedente e il liquido contiene lo zucchero combinato colla calce. Si prendono in appresso 10 cent, cubi di questa soluzione, si diluiscono con 2 a 3 decilitri d'acqua leggermente colorata dalla lacca-muffa azzurra, indi si satura esattamente con un liquido acido formato di acqua e di acida solforico preparato con tali proporzioni, cbe un litro di essa contenga 21 grammi di acido solforico monidrato e saturi la quantità di calce disciolta da 50 gr. di zucchero.
      Per operare con esattezza si versa la soluzione alcalina a goccie a goccie col mezzo di una buretta graduata, agitando di continuo e seguitando finché il colore azzurro cominci a volgere al rosso. La quantità della soluzione acida normale fa conoscere quanta fu la calce saturata dall'acido, e per conseguenza quant'era la quantità di zucchero combinata nella soluzione di zuccherato di calce.
      Lo zucchero di canna si combina facilmente con la calce; lo zucchero d'uva molto più difficilmente. Il modo indicato nell'operazione, purché sia eseguita a dovere, fa sì che si scioglie nel liquido la sola calce proporzionale allo zucchero di canna, mentre se vi ha zucchero d'uva in esso la calcev^ ooQle


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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 3)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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