Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

Pagina (382/405)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      ROVERE (DELLA)
      795
      dal papa in ricompensa de' suoi servigi Pesaro e il suo territorio. Spogliato lo stesso anno dal nuovo papa Leone X del suo ufficio di capitano generale della Chiesa
      fu scomunicato dopo tre annie i suoi Stati furono donati a Lorenzo dei Medici. Era un atto tanto più iniqno
      in quanto che Francesco Maria aveva reso ai Medici servigi importanti ; il perchè il papa allegò per pretesto l'assassinio di Alidosio e il rifiuto delle truppe del duca di obbedire ad altri che a lui. Il duca mal potendo resistere apertamentesi ritirò presso il suo suocero
      il marchese di Mantova. Nel 1517
      dopo aver preso al suo soldo parecchie compagnie spaguuolerientrò nei suoi Stati
      ove fu accolto con entusiasmo dal popolo. Segui fra lui e il papa una guerra in cui ebbe da principio il vantaggioma gli Spagnuoli e i Guasconi
      che formavano il grosso del suo esercitoricevettero dai loro sovrani l'ordine di abbandonare il suo servizio; i re di Francia e di Spagna eransi posti d'accordo per cessare una lotta che dava alla Santa Sede il pretesto di tenere in armi un gran numero di soldati. 11 tradimento costrinse •Francesco Maria a chieder la pace: dopo essere stato sciolto dalla scomunica
      ebbe balìa di conservare i suoi mobilile sue armi e altre cose preziose
      e cedè per contro ogni diritto sopra i suoi Stati
      che furono incorporati a quelli della Chiesa.
      Dopo la morte di Leone X (1521) rientrò in possesso del suo ducato. Nella guerra mossa nel 1526 dai principi italiani contro Carlo V
      Francesco Maria
      posto alla testa delle truppe venetecontinuò a dar prova di grandi talenti militari. Mediante il suo coraggio e la sua abilità
      mantenne fra le circostanze più difficili la città di Firenze sotto il dominio dei Medici. Se non impedì il sacco di Roma alle bande del conestabile di Borbone
      si fu perchè gli altri generali dell'esercito della legadel pari che il papa
      credettero la città al sicuroe non presero alcun provvedimento per difenderla. A torto molti storici l'hanno accusato di essersi in quell'occasione reso colpevole di tradimento. Le insinuazioni di Guicciardini a questo proposito spie-gansi col malvolere che era spesso regnato fra lui e il duca nel corso della guèrra
      e sono per altra parte smentite dal favore che Clemente VII non cessò mai di testimoniare a Francesco Maria
      che mantenne nell'uffizio di prefetto di Roma. Durante i tre anni seguenti Francesco Maria difese con successo contro forze assai superiori il territorio dei Veneziani
      che gli conservarono il titolo di capitano generale dopo la conclusione della pace nel i530. Nominato nel 1537i_corifcndante in capo dell'esercito alleato che il papal'imperatore e la Repubblica di Venezia avevano l'intenzione di spingere contro il Turco
      mori d'improvviso fra gli apparecchi della spedizione. Aveva fatto uno studio profondo dell'arte della guerraed aveva introdotto migliorie importanti nell'organizzazione della fanteria e nell'arte della fortificazione. L'amministrazione de'suoi Stati
      ch'egli affidava durante le sue lunghe assenze alla moglie Eleonora di Gonzaga
      fu condotta con dolcezza e giustizia. Quantunque amasse le lettere e le artifu impedito dalle circostanze di conservare alla Corte d'Urbino la splen- j
      dida rinomanza che aveva acquistato Botto i suoi predecessori.
      Guidobaldo IIduca d'Urbino
      figliuolo del precedentenato il 2 aprile 1513
      morto il 28 settembre 1574
      fu ammaestrato dal padre nel mestiere delle armie servi fin dal 1529 nell'esercito veneziano
      di cui divenne nel 1538 governatore generalequando fu succeduto a Francesco Maria nel ducato di Urbino. Nel 1539 fu costretto a cedere per sessantamila scudi a papa Paolo III il ducato di Camerino
      appartenente a sua moglie Giulia di Varano. Nel 15j0 fu nominato capitano generale della Chiesa e prefetto di Roma
      alle quali cariche aggiunse nel 1558 quella di capitano generale delle truppe spaguuole in Italia. Nel 1572 le sue finanzeda lungo tempo in dissesto pel suo sparnazzare
      trovaronsi intieramente sconvolte; ei tentò rialzarle accrescendo le imposte ; gli abitanti di Urbino sollevatosi invocando l'ajuto di Gregorio XIII. La loro richiesta fu respintae furono costretti a porsi alla discrezione del duca
      che li punì crudelmente per aver rivendicato franchigie che aveva giurato mantenere.
      Francesco Maria II
      ultimo duca d'Urbino
      figliuolo del precedentenato il 20 febbrajo 1548
      morto il 20 aprile 1631
      dopo aver passato due anni alla Corte di Madrid
      sposò nel 1570 Lucrezia d'Este
      che gli recò una ricea dotema questa unione Don fu fortuoata. Succeduto al padre
      si affrettò revocare gli ordinamenti oppressivi di luie vide i suoi sudditi
      commossi dalla sua bontà
      offrirgli spontaneamente il loro ajuto del pagamento dei 150
      000 scudi di debiti lasciati dal padree ch'ei pagò raccorciando le spese della sua Corte. Nel 1582 il suo tesoro fu però risanguato da una pensione di 12
      000 scudi d'oro che ricevè dalla Spagna pel mantenimento d'un migliajo di soldati nei Paesi Bassi. Dopo la morte della sua prima moglie sposò nel 1599 Livia della Rovere
      che nel 1605 gli procreò un figliuolo di nome Federico Ubaldo. Nel 1606 ras-regnò il governo nelle mani di un Consilio di otto persone elette dalle città del ducatoe si ritirò a Castel Durante
      ove attese allo studio delle scienze naturali. Nel 1613 ripigliò le redini dell'amministrazione per trasmetterle nel 1621 al figliuoloche aveva sposato Claudia de' Medici. Ma questo giovane principe si mostrò indegno di questa fiducia
      passando la sua vita nei bagordi con una compagnia d'istrioni. Il 23 giugno 1623 fu trovato morto nel suo appartamento. Questo avvenimento fu attribuito con molta verosimiglianza alla vendetta dei Medici
      irritati per aver Federico bistrattata pubblicamente la moglieloro congiunta. Il vecchio duca affidò di bel nuovo la direzione degli affari al Consiglio degli Otto
      che doveva rimettere più tardi il ducato a Vittoria
      figliuola unica di Federico Ubaldo
      ch'era stata fidanzata a Ferdinando II di Toscana. Però
      stretto dalle istanze di Urbano Vili
      Francesco Maria cedè nel 1624 i suoi Stati alla Chiesa
      lasciando alla nipote i suoi beni allodiali e due milioni di denari d'oro. Quest'ultimo principela cui memoria durò lunga pezza nel ducato d'Urbino
      fu protettore zelante delle scienzelettere ed arti
      e si mostrò sempre pieno di bene-, volenza verso il Tasso
      ch'era stato allevato con lut
      t^ooQle


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

Pagina (382/405)






Pesaro Leone X Chiesa Stati Lorenzo Medici Francesco Maria Medici Alidosio Mantova Stati Spagnuoli Guasconi Francia Spagna Santa Sede Francesco Maria Stati Chiesa Leone X Carlo V Maria Firenze Medici Roma Borbone Guicciardini Clemente VII Francesco Maria Roma Francesco Maria Veneziani Repubblica Venezia Turco Stati Eleonora Gonzaga Corte Urbino Botto Urbino Francesco Maria Urbino Paolo III Camerino Giulia Varano Chiesa Roma Italia Urbino Gregorio XIII Maria II Urbino Corte Madrid Lucrezia Este Don Corte Spagna Paesi Bassi Livia Rovere Federico Ubaldo Consilio Castel Durante Claudia Medici Medici Federico Consiglio Otto Vittoria Federico Ubaldo Ferdinando II Toscana Urbano Vili Maria Stati Chiesa Urbino Tasso Qle