Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      ROVANI GIUSEPPE - ROVERE (DELLA)
      ROVANI Giuseppe (biogr.). — Nacque iu Milano il 2 gennajo 1818
      dove morì il 26* gennajo 1874. La sua fama si fonda sulla Storia dei cento annisulla Libia d'oro e sulla Giovinezza di Giulio Cesare. Tutti deplorano che questo bizzarro Guerrazzi lombardo siasi procurata una fine tanto opposta alla eletta sua mente.
      ROVATO (geogr.). — Comune nel circondario di Chiari
      provincia di Brescia
      con 7723 abitanti.
      ROVEGNà (biogr.). — Comune nel circondario di Bobbio
      provincia di Pavia
      con 1850 abitanti.
      ROVELLASCA {geogr.). — Comune in provincia e circondario di Como
      con 2276 abitanti.
      ROVELLI (marchese) Giuseppe (biogr.). — Nato in Como nel 1738
      morto quivi il 25 maggio 1813
      attese di buon'ora alle storiche ricerchee pubblicò in Milano nel 1789 una Storia di Como
      divisa in tre partinella parte prima della quale si contengono gli avvenimenti dalla prima origine di Como fino all'estinzione dei Longobardi
      con una prefazione preliminare intorno all'antico stato politico della Gallia Cisalpina
      oggidì Lombardia
      ed il successivo sotto la Repubblica e la monarchia longobardaindi sotto i Goti e i Longobardi. Gli altri volumi seguitarono a lunghi intervalli
      fiuchè l'autore corouò il suo lavoro con un'appendice stampata in Como nel 1808
      nella quale narra gli avvenimenti fino al 1802 con un prospetto fisico e politico del paese. Le parti che meritano maggior lode in quest'opera sono appunto le Dissertazioni preliminari. Il marchese Rovelli fu dei quaranta decurioni della sua patriaed al tempo della Repubblica Cisalpina ebbe a soffrire alcune persecuzioni
      le quali sostenne con coraggio e rassegnazione. Dettò in Como le Istituzioni di Giustiniano
      fu protettore dei carceratie largo di sue cure a chiunque ricorresse alla sua bontà. Cristiana e irreprensibile fu la sua vita
      e lamentata la morte da tutti i buoni. Lasciò manoscritto un opuscolo • intitolato Idee generali sulla civile società
      sui go verni e sull'influenza della religione nei medesimi. Vivo ancorala sua patria gli aveva decretato una lapide onorevole.
      Vedi Giovio
      Notizie di G. Rovelli (Como 1813).
      ROVELLI Carlo (biogr.). — Nato in Como nel 1740
      insegnò teologia e filosofia fra i Domenicani
      la lingua greca e l'ebraica nel collegio di Brera a Milano
      poi la storia ecclesiastica. In Bologna ebbe la cattedra dei fonti di teologia dogmaticafinché tornò a Milano come priore in Sant'Eustorgio
      e provinciale del suo ordine in Lombardia; poi nel 1793 fu eletto vescovo di Como. Venuti i tempi di guerra e di tumultidiede esempi di virtù
      prudenza e moderazione. Quando l'imperatore Napoleone convocò un sinodo nazionale a Parigi
      monsignor Rovelli
      che non aveva voluto recarsi ai Concilii di Lione
      ove non trattavasi che di affari temporaliallora benché vecchio si condusse a Parigi nel giugno 1811
      e fu eletto promotore del sinodo. Non dubitò quivi per amore del vero di contrastare ai potentied avendolo alcuno ammonito di badare ai casi suoi
      perchè gliene poteva derivare la deportazione o la prigionia: c Questo che fa? rispose il coraggioso prelato; mi lascino il mio breviario e il mio crocifissoe basta ». La fran-
      chezza del Rovelli ottenne la stima di Napoleone
      che lo creò barone dell'Impero e crebbe l'annua rendita della sua mensa. Dignitoso e facile scrittorequando dispensava l'evangelica parola
      esso ragionava la più pura morale ; visse frugale e laborioso fiuo alla sua mortedisdegnando ogni lusso ed agio superiore all'antico suo vivere da religioso. Fu opera sua il nuovo seminario teologico in Como; e fu esso tra i principali a fare instituire in quella città una casa d'industria a sollievo dell'indigenza. L'imperatore Francesco I con decreto dato da Parigi il 15 settembre 1815 lo nominava arcivescovo di Milano; ma egli si scusò umilmente dal l'accettare questa nuova dignità. Rinunziò anzi alla propria sede e poco dopo morì
      in settembre del 1819.
      Vedi : Casarotti
      Orazione sulle esequie di Rovelli
      vescovo di Como (Como 1820) — PortaElogio funebre in morte di monsignor C. Rovelli {ivi 18*0).
      ROVELLO (geogr.). — Comune in provincia e circondario di Como
      con 1795 abitanti.
      R0VERBELLA con P0ZZU0L0 (geogr.). — Comune in provincia e circondario di Mantova
      con 4368 abitanti.
      R0VERCHIARA (geogr.). — Comune nel circondario di Leguago
      proviuciadi Verona
      con 3283abitauti.
      ROVERE (della) (geneal. e biogr.). — Illustre famiglia italianala quale
      secondo Novaes
      LazzariSansovino e altri
      sarebbe un ramo della potente casa Della Rovere di Torino
      fondata nel secolo ottavo; ma le prove recate in asserto di quest'asserzione non meritano alcuna fede. È per contro stabilito che papa Sisto IV
      fondatore della grandezza di questa casaera figliuolo di un pescatore di Savona
      e che prese il nome e lo stemma dei Della Rovere di Torino perchè era stato allevato per cura di essi. Oltre i papi Sisto IV e Giulio II (V.)
      i membri più notevoli di questa casa furono i tre ultimi duchi d'Urbino seguenti.
      Francesco Maria I
      duca d'Urbino
      nato a Sini-gaglia il 22 marzo 1490
      morto il 20 ottobre 1538 a Pesaro
      era figliuolo di un nipote di Sisto IV
      Giovanni della Rovere
      signore di Sinigaglia
      e di Giovanna
      sorella di Guidobaldo I duca d'Urbino
      e fu allevato alla Corte di questo principecui suc-cedè nel 1508 (V. Montefeltro). Incaricato nel 1509 da papa Giulio II suo zio del comando delle truppe pontifìcie nelle Romagne
      tolse in un mese ai Veneziani Rimini
      Faenza e le altre città di cui si erano impadroniti. Quando il papa dichiarò la guerra a Luigi XII
      il duca occupò Modena
      e nel 1511 stava compiendo operazioni importanti e marciava sopra Ferrara quando apprese che i Francesi minacciavano Bologna. Giunto in quella città
      chiese indarno al legato Alidosio di rinforzare la guarnigione; il legato non solamente ricusò
      ma favoreggiò neirjstesso giorno l'ingresso dei nemici; quindi senza por tempo in mezzo corse a Ravenna da Giulio li accusando il duca di tradimento. Questi trasse dell'insidioso prelato un'orribile vendettae scontratolo per via lo pugnalò di propria mano in mezzo al suo corteo. Il sacro collegio si adunò per giudicarlo
      ma chiariti gli intrighi di Alidosio
      l'accusato fu assolto all'unanimità. Dopo aver ritoltonel 1512
      ai Francesi le città principali della Romagna ed aver occupato Parma e Piacenza
      ebbet^ooQle


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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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