Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      ROSSINI GIOACCHINO
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      contrappunto semplicelasciando poi che natura e la pratica facessero il restante. E il genio naturale avvalorato dalla lettura e studio a cui con giova nile eroica curiosità si diede delle opere del Mozart
      del Marcello e di quanti classici antichi chiudeva la biblioteca del liceo bolognesefece del giovane maestro quello che tutti sanno.
      Il primo suo parto fu una cantata
      11 pianto _l'Armonia per la morte di Orfeo
      inspiratagli dai begli occhi della contessa vedova del Perticari
      che l'amò
      il protessee mercè la quale furongli le porte «jlel liceo bolognese dischiuse. Il secondo una farsa
      La cambiale di matrimonionell'autunno del 1810. 11 terzo un'altra farsetta
      L'equivoco stravagante. Questi furono i primi giuochi dell'Ercole musicale fanciullo.
      Fattosi adolescentesi alzò a cosa non indegna già di quanto era poi destinato a fare appresso. Demetrio e Polibio
      opera seria rappresentatasi in Roma nel 1812 al teatro Valle
      scritta però
      diconoverso il 1806
      diede subito a scorgere quale avesse ad essere il novello astro chetramontati oramai i Paisiello ed i Cimarosa
      sorgeva sull'orizzontemusicale. Gli Orgitano
      i Moscai Pavesi
      i Niccolino i Paer
      i Mayr furono eclissati; e videsi tosto come il periodo di transizione o meglio di sosta incominciatosi alla morte del Mozart e del Cimarosa ed all'assenza d'Italia del Paisiello
      passato stabilmente a Parigi
      stesse per cessare. Quandonel 1813
      il Tancredi
      a Veneziapalesò il Rossini.
      Fino allora l'Italia
      se si fa eccezione degli Orazii e Curiazii del Cimarosa e di quelle opere in francese d'Italiani che scrivevano per Parigi
      non aveva opera seria. Non che il concetto che or ci facciamo di essa fosse nel Tancredi adempiuto ; ma era un passo nella musica teatrale che non si era ancor fatto. E poinon c'è che dire
      era una cosa in musica di uno splendore e .di un carattere perfettamente nuovo. E d'un carattere chese nemmanco era quel desso che ora intendiamo per carattere in musica
      era pur vivosplendido
      efficacecreato. Fatto sta che col Tancredi ogni altra musica
      ogni altro maestrodi fuor d'Italia ben anche
      fu messo in tacere.
      Il Turco in Italia in Milano nel 1814 preluse al Barbiere di Siviglia a Roma nel 1816. Ognun sa che sia cotesto Barbiere; la più bell'opera che sia uscita dall'ingegno umano in quest'Italia
      privilegiata dell'opera buffa e sua progenitricedove nacquero la Serva padrona
      la Buona figliuolala Frascatana e il Matrimonio segreto. Con esse opere
      ognuna delle quali potò sembrarne l'apogeol'opera buffa non facea pur che inalzarsi e perfezionarsi
      e il suo vero apogeo non ottenne se non con questadopo la quale altra non sorse finora che pur d'assomigliarsele sia degna e capace.
      OtelloCenerentola
      la Gazza ladranella via aperta dal Tancredi la prima
      e in una novella le secondeaccrebbero
      quella il nuovo e più perfetto stile dell'opera seria italiana; queste il già si ricco patrimonio della semiseria.
      Quando il Mosè a Napoli nel 1818 mostrò cosa anco più nuova e sorprendente: uno stile musicale sacro eppure appropriato al teatro e all'ambiente del secolo xix. Una grandiosa e semplice eleganza
     
      magicaiusuperabile. Di un'opera teatrale sacra
      come il Mosè
      niuno potea concepirenon che il concetto
      il desideriol'idea. Non è musica da chiesa e non oratorio; non è opera seria quale il Tancredi e l'Otello
      ed è pur ogni cosa insieme. È melodia ed armonia con espressione e carattere ideale e sovrumano per eccellenza.
      Ma non bastava questa ancora ad incarnare e a rendere manifeste le varie forme del concepir rossiniano. Nel 1823
      a VeneziaSemiramide. E in mezzo
      quanti capolavori per un altro che non fosse stato Rossini ! Li tralasciamo per brevità: ma Semiramide fu altra cosa ancora che il Barbiere e che il Mosè
      eppure ad essi uguale. Una magnificenzauno splendore
      una magia di stile a cui per l'efficacia sì sùbita che duratura niuna cosa può stare in confronto.
      Già Napoli aveva sentito scuotere il primato tenuto nell'opera per tutto il secolo xvm ed accennare a mina colla Elisabetta
      co\YArmida
      col Ricciardo e Zoraide
      la Donna del Lago
      il Maometto II
      la Zelmira
      venute col Pesarese a contrastarglielo fra le stesse sue muradal 1815 al 1822. Dalla Semiramide in poi non si parlò più di scuola napolitana. Solo il Bellini
      dotato soavementema unicamente
      del solo sentimento che facesse difetto nel Rossini
      tenne per alcun poco in bilico la sua fama. Ma ciò come uomonon come scuola ; chò la scuola del cigno di Catania
      come degli altri che si fecero intorno al Rossini
      come per raccogliere i briccioli ch'ei lasciavasi caderefu quella del Pesarese. A cui si addisse lo stesso Meyer-beer
      che doveva poi schiudersi una nuova via; ed il Verdi pur ancoin quanto ha una scuola
      ben è allievo del Rossini.
      Il Barbiere avea vinto il Matrimonio segreto; la Gazza ladrala Nina
      il Mosè e la Semiramide aveano mostro cosa non pria veduta negli annali dell'opera seria italiana: or bisognava vincere Io Spontini e il Méhul
      il Weber ed il Meyerbeer nello stesso campo da essi dischiuso. Nel 1826 apparve pertanto in Parigi Le siége de Corynihe; nel 1827 il Moise ossia il Mosè nuovocon que' pezzi aggiunti al vecchio che sono fra le eccellenti cose del Maestro; poi Le Comte Ory
      felice rimestamento dei Viaggio a Rheims; finalmente e soprattutto quanto avessero fatto fin allora maestri d'ogni nazione per la scena musicaleil Guillaume Teli. Il Donizetti
      interrogato del suo sentimento intorno al Guglielmo Teli
      rispose: Il primo e il terz'atto di quest'opera gli ha fatti Rossini; il secondoIddio.
      Rossinifigliuolo del Mezzogiorno
      ardente d'ogni sorta di desideriiansioso d'inebbriarsi di gloria pronta
      splendidafragorosa
      come sacrificò talvolta e spesso la verità ocome dicesi
      il carattere nelle sue magnifiche opere ed inebbrianti melodiea ciò pur forzato da prepotenti motivi estrinseci , e
      per esempiodall'unione in cui trova vasi dal 1822 in matrimonio con la Colbrand
      la quale esi-, geva imperiosamente da lui fiorivezzi e smaglianti I contorni al canto ; così
      acconsentendo pienamente , al gusto del secolo suo e del paesenon diede fuori
      , nel periodo più vivido della sua carriera che ab-I biam toccatose non opere melodrammatiche. Non I già che ei non facesse altro o non fosse altrimenti
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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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Mozart Marcello Armonia Orfeo Perticari Ercole Polibio Roma Valle Paisiello Cimarosa Orgitano Paer Mozart Cimarosa Italia Paisiello Parigi Tancredi Rossini Italia Orazii Curiazii Cimarosa Italiani Parigi Tancredi Tancredi Italia Turco Italia Milano Barbiere Siviglia Roma Barbiere Italia Serva Buona Frascatana Matrimonio Gazza Tancredi Mosè Napoli Mosè Tancredi Otello Rossini Semiramide Barbiere Mosè Napoli Elisabetta YArmida Ricciardo Zoraide Donna Lago Maometto II Zelmira Pesarese Semiramide Bellini Rossini Catania Rossini Pesarese Meyer-beer Verdi Rossini Barbiere Matrimonio Gazza Nina Mosè Semiramide Io Spontini Méhul Weber Meyerbeer Parigi Le Corynihe Moise Mosè Maestro Le Comte Ory Viaggio Rheims Guillaume Teli Donizetti Guglielmo Teli Rossini Mezzogiorno Colbrand OOQle Demetrio Parigi