Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      BOSSI (DE*) PROPERZIA
      725
      duca di Blacas
      a lai congiuntissimo per comunanza di studii. L'opera di cui è caso vide la luce in Roma
      presso De Romanis
      1823. Di prose senza numero e di poesie rallegrò poi le accademie alle quali fu ascritto. Trattò pure argomenti di pubblica economiae giovò singolarmente alla patria coli'opera e col consiglio; chè per il bene di lei richiesto
      si prestò in occasione di riforme di codicidi regolamenti delle dogane
      e presiedette a più commissionie fu uno dei tre benemeriti della istituzione e governo della Cassa di scouto. La Corte di Portogallo lo elesse a rinnovare e fondare l'accademia di quella nazione in Roma
      ed ebbe titolo di direttoree le insegne di cavaliere della spada: alla Corte di Napoli ed a quella di Lucca fu pure consigliere e provveditore di quanto si attieùe a studio di belle arti in Roma. Nell'Arcadia fu censore
      e l'Accademia della Crusca
      l'Istituto di Francia
      l'Accademia di San Luca
      la Società archeologicae il Collegio filologico in Roma l'ebbero nel loro numero. Fu caro al re Carlo Eoimanuele di Sardegna
      alla regina Maria Luisa duchessa di Lucca; intrinseco al principe Rezzonico
      al Visconti
      al Lanzi ed altri sommi. Fe' pregiata raccolta d'opere d'artee agli artisti fu largo non solo di consigli ma di commissioni. Dopo breve malattia mancò alle arti e alle lettere il 27 marzo 1827. In San Carlo ai Catinari
      ove fu deposto nel sepolcro gentiliziogli venne inalzato un monumento. Ne pianse la morte Giuseppe Saivagnoli Marchetti
      conchiudendo: « Fu caro ai buoniagli amici non datore di sole parole
      alla famiglia provvidissimo padrealle lettere ed alle arti consigliere sagacissimo
      al ben pubblico operosointegerrimo cittadino ». Angelo Maria Ricci ne lesse l'elogio il 13 settembre 1827
      nell'adunanza generale degli Arcadi
      a cui risposero con poesie latine ed italiane i più begl'ingegni di quella schierafra' quali ei fu Perinto Sceo.
      Ecco l'elenco di sue opere : Memoria per le belle arti (Roma 1785-88
      voi. 4); Commedie (1790
      4 voi.); Vita del Pikler (1792); Vita del Cavallucci (Venezia 1796); Lettera sul deposito di Clmente Xlll
      nella basilica Vaticana; Elogio dell abate Giuseppe Antonio Taruffì; Scherzi pittorici e poetici; Gli stessi «Parmacoi tipi Bodoniani); Al eh. signor avvocato Carlo Fea
      Antonio Zuccaro da Sacilet socio di più accademie eT Italia (1803); Lettera sopra due quadri dipinti dal signor Gaspare Landi
      patrizio piacentino ; Lettera al signor Onofrio Boni sopra un quadro del signor Vincenzo Camuccini
      rappresentante La morte di Virginio; Lettera al barone di Scubarth ministro di S. M. danese in Italia; Vita di Angelica Kauffmann pittrice (Firenze 1810); Elogio di Guglielmo Manzi
      letto dal cav. Giovanni Gherardo de' Rossi nell'Accademia archeologica il 29 marzo 182/ (Venezia 1822»; Gli eremiti Camaldolesi del Tuscolo presi dagli assassininovella di Giovanni Gherardo de Rossi (ivi 1822»; Il noce di Benevento (ivi): Notizie biografiche del fu cav. Angelo Maria d'Elei fiorentino; Vasi greci denominati etruschi
      scelti nella copiosa collezione di S. E. il sig. duca di Blacas d'Aulpt
      descritti e brevemente illustrati (Roma 1823); Stille mura ciclopeeVisione; Lettera al eh. signor Filippo Visconti sopra il restauro di un'antica sta-
      tua d'Antinoo e sopra il restauro degli antichi marmi nei tre secoli precedenti al nostro; Elogi di Andrea Vici e di Francesco Peter.
      ROSSI (de') Properzia (biogr.). — La celebrità di questa donna fu causa che Modena e Bologna si contendessero l'onore di esserle patria; il Tiraboschi per altro nella Biblioteca modenese (tom. vip. 523) mostrò che ella nacque a Modena al finire del secolo xv
      ed appoggiandosi all'autoritàdell'Alidossi
      riferisce ch'ella era figliuola a Martino de'Rossi
      modenese. L'errore degli scrittori potò forse aver origine da ciò chenata ella a Modena
      e stabilitasi in appresso in Bologna
      ove morifu creduta comunemente bolognese. Essa fu celebre per bellezza
      e per abilità singolare nel canto e nel suono.
      Fig. 5774. — Properaia De' Rossi.
      Siugolarmeute però si distinse nella pittura e specialmente nell'intaglioin cui credesi avesse a maestro il Raimondi. Tale era la finezza con cui ; ella conduceva le opere sue
      che in un nocciolo di pesca scolpì tutta la passione del Redentore con tal moltiplicità di figure così ben distinte tra loroI e così vagamente rilevate ed espresse
      che parve cosa somigliante a prodigio. Animata da si felice , sucessoardì di scolpire in marmo
      ed eseguì quegli ; ornati che tuttora si ammirano per ogni faccia delle pilastrate dell'arco nella cappella di Santa Maria del Bercano. In appresso offertasi al lavoro che si era alloraimpreso
      di continuar gli ornamenti alla facciata di San Petronio
      per dare un
      saggio di sua valentìa presentò il ritratto in marmo ! da essa condotto del conte Guido Pepoli. Esso fu , altamente applauditoe Properzia
      chiamata a j parte di quel lavorovi scolpì a bassorilievo
      Giù-j seppe che fugge le insidie della moglie di Putifarre
      I eia Moglie di Saba che viene apportatrice di doni a Salomone. Nel primo di questi lavori vuoisi ch'ella intendesse di alludere ad una forte sua inclinazione per un giovane da cui non era riamata. Opere si i pregevoli le vennero pagate a vilissimo prezzoper
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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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