Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      R0SM1NIANI - ROSOLIA
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      Overbeekcon architettura e sculture de' migliori artisti. Ivi una statua del Vela lo rappresenta in ginocchio
      pregante e pensante. E tale fu la sua vita. Lasciò discepoli affettuosiBanti esempi di virtù e di scienza che mai non iscotnpagnò
      una filosofia veramente cattolicae una gloria immortale
      ahi comprata cogli strazi che essa costa dappertuttoma viepiù in Italia.
      ROSMINI ANI o FRATELLI DELLA CARITÀ {st. eccl). V. Rosmini Antonio.
      ROSMOHDA o ROSMUNDA (biogr.). — Moglie di Alboino (V.)
      era figliuola di Cuuimondo re dei Ge-pidi. Abbiamo già narrato in qual modo togliesse vendetta della celia brutale di suo marito. Ros-munda speravasoggiunge il Cantù
      coll'ajuto dei suoi Gepidi
      mettere in trono l'amante Elnngiso
      complice del doppio delitto; ma i Longobardi contrariarono la indegnache per ciò
      con la figlia Alesuinda
      i due drudipochi fedeli e molti tesori 8alvoS8Ì a Ravenna. L'esarca Longino
      che lusiu-gavasi colle discordie fiaccar coloro che non ardiva colle armivenuto terzo agli amori della svergognata
      la persuase a tor di mezzo Elmigiso. A questo ella mescè un veleno mentre stava nel bagnoma egli insospettito la obbligò a bere il residuo del nappo funesto; ed entrambi morirono delle conseguenze di loro perversità. Alesuinda fu mandata coi tesori a Costantinopoli
      ove Perideo
      il suo drudofece gran mostra di vigore uccidendo uno smisurato leone
      edove
      paragonato per ls sua robustezza a Sansone
      fu come questo accecatoe come questo teutò una vendetta. Finse avere segreti importanti da rivelare all'imperatore; ed essendo venuti patrizi ad ascoltarlo
      credendoli luili uccise.
      ROSMONDA (biogr.). — Soprannominata la beila Rosmunda
      figliuola di Walter lord Clifford
      druda di Enrico 11 d'Inghilterra
      credesi rimanesse vittima della gelosia che aveva inspirato alla regina Eleonora Però nessuna prova autentica è venuta a confermare una tradizione che diede argomento a più d'un romanzo. Stowefondandosi sulla cronaca del monaco Higden
      si contenta di dire: Ros-munda
      che pretendesi fosse avvelenata dalla re-giua Sleouora
      morì nel 1177 a Woodstock
      ove Eurico li aveva fatto costrurre per essa una dimoraalla quale non si arrivava che mediante una rete di viali tortuosi. Quindi il nome di labirinto o di dedalo dato al giardino che circondava quel ritiro
      perchè uno straniero non vi poteva arrivare senza aver ricevuto le istruzioni del re. La regina riuscì però a penetrarvie trattò la sua rivale in modo che l'infelice sopravvisse poco tempo a quella visita. Sulla sua tomba rizzata nella chiesa del convento di GodBtow
      presso Oxford
      leggevasi il seguente epitafio:
      Hicjacetin tumulo Rosa mundi non Rosmunda
      Non redolet sed olet quce redolere solet.
      Hollinshed (Chronicles of England
      1586-1588
      voi. inp. 115) riferisce che la regina fu guidata da un filo di seta che Enrico li aveva trascinato inav-verteutemeute dietro a sè lasciando la favorita; ella maltrattò sì barbaramente la sua nemica
      che ne morì poco appresso. Secondo Speed (Ristory ofOreat Britain
      1611)
      fu dalle mani stesse di Ros-muuda che fuggiva la sua rivale che cadde il nuovo filo d'Arianna. Si vede che Stowe
      il solo degli antichi cronisti che fa menzione dell'accusa di avvelenamentonon ne parla che come di una semplice congettura L'istoria della tazza che Eleonora avrebbe fatto vuotare alla druda del marito
      deriva senza dubbio da un calice che osservavasi fra gli ornamenti scolpiti sulla tomba di Rosmunda. Lord Clifford essendo stato uno dei benefattori delle religiose di Godstow
      pressoio quali la sua figliuola aveva passato i primi anni della sua giovinezzaquesta tomba rimase nel coro della chiesa fino al 1191
      epoca in cui Hugues
      vescovo di Lincoln
      visitò il convento; quaudo il prelato vide il mausoleo circondato di ceriinterrogò le monache
      ed alla loro risposta esclamò: < Fuori di qui questa baldracca! ». Pare probabiledice Carte (General Bistory of England
      1747-1755
      voii
      p. 652)
      che l'incontro di Eleonora con Ros muuda appartenga al dominio della favolache Enrico II rompesse le sue attinenze con quest'ultima nel 1152
      all'epoca del suo maritaggioe che l'antica sua druda si ritirasse allora a Godstow
      ove morì prima della rivolta dei principi nel 1173. Ad ogni modo è certo ch'ella diede due figliuoli al re d'Iughilterra
      Geof-froy vescovo di Lincoln e quindi d'York
      e Guglielmo Lunga-Spada conte di Salisbury. Hearneche entra in grandi particolari sugli iufortunii della favorita e che scriveva nel 1717
      riferisce che ai tempi suoi esistevano ancora presso Woodstock rovine che dicevansi essere le ultime vestigia del labirinto di Rosmunda.
      Vedi J. Berington
      Risiof thereign of Henry 11.
      ROSOLACCIO ibot.). V. Papavero.
      ROSOLATI (chim.). — Nome generico dei sali formati dall'acido rosolico.
      ROSOLIA (patol.). — Nome dato volgarmente a due affezioni cutaneedistinte con ragione dai patologi moderni
      l'una col nome di Morbillo (V.)
      l'altra di Rosolia propriamente detta. La facilità con cui sono confuso cotesto affezioni fa sì che spesso si sente dire essersi osservato il morbillo due volte nella stessa personamentre il più so-i vente trattasi di due malattie diverse
      l'una delle ! quali (il morbillo) più o meno gravetalvolta anche pericolosa ed evidentemente contagiosa
      l'altra (la rosolia) leggerissimae ritenuta non contagiosa. ! La rosolia propriamente detta si distingue dal morbillo per la mancanza dei sintomi precursori
      pel leggerissimo grado di febbrequando esiste
      per non essere prominenti le macchie alla pelle
     
      le quali scorgonsi molto più irregolari ed estesee di color roseo
      nou che per la di lei sollecita 4 risoluzione con o senza desquamazione. Essa mostrasi talvolta come semplice epifenomeno durante il corso di alcune affezioni interne di maggiore o minor gravità
      e non richiede pressoché trattamento verunoa parte il provvedere alle complicazioni allorché esistono. I gamberi di mare
      alcuni rimediiil joduro di potassio
      ad es.
      provocano qual-
      che volta questo esantema ; e costituisce pure uno degli accidenti secondarii della sifilide.
      Alcuni vollero distiguerne parecchie varietà
      fra : le quali accenneremo la rosolia estivache osser-
     


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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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