Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      RODOLFO n DI BORGOGNA - RODONE
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      Anioni e il suo figliuolo Zwentibold non cessarono per tutta la loro vita di assalire Rodolfo e di perseguitarlo in ogni occasione fino al piede delle sue montagne inaccessibili, ma senza ottener mai altro risultato cbe devastare il paese. Rodolfo non ebbe altri nemici e governò pacificamente, ampliando la Bua autorità sulle pianure del Vallese, sui vescovadi ¦di Losanna e Ginevra, e persino sopra Lons-le-Saulnier.
      RODOLFO II (biogr.). — Re di Borgogna, figliuolo unico e successore di Rodolfo I, morto 1*11 luglio del 937, fu un principe inframmettente cbe si agitò per lo spazio di venticinque anni di regno per ampliare i suoi Stati, e che vi riuscì. Però avendo a prima giunta rivolto le mire ambiziose verso il nord, fu sconfitto da quel lato. Burcardo duca d'AHema-gna (vale a dire della Svevia) lo sconfisse a Win-terthur nel 919; ma temendo verosimilmente che Rodolfo non pigLiasse una rivincita energica, gli Svevi conchiusero con esso lui una pace che resero definitiva daudogli in moglie , nel 921, Berta figliuola del loro duca Burcardo. Questa principessa, che visse lunga pezza e fondò un gran numero di monasteri, chiese e castelli, è la celebre regina Berta che vive ancora nella tradizione popolare. Nel medesimo anno 921, Rodolfo li fu chiamato al trono d'Italia da'signori Longobardi mal contenti del loro re Berengario, e a capo de' quali stava Adalberto marchese d'Ivrea, cognato di Rodolfo. 11 quale accettò avidamente la proposta, recossi ad assumere il potere reale a Pavia e trionfò del proprio avversario nella battaglia sanguinosa di Firenzuola o Fiorenzuola il 29 luglio 92 i. Berengario tornò all'assalto con un esercito ungherese ed ebbe il sopravvento, ma fu assassinato dopo pochi giorni da •alcuni de'suoi, sdegnati della sua politica. Rodolfo ampliò il suo dominio su tutto il settentrione d'Italia fino a Venezia; il cronista longobardo Liut-prando lo chiama rex superbissima ; ma quando non ebbe più il suo antico competitore, gl'Italiani l'abbandonarono, e sgomento dai movimenti minac-cevoli diretti contro di lui, rivalicò le Alpi a precipizio. Suo suocero Burcardo accorse in suo ajuto con un esercito di Svevi, e tradito anch' esso dai Longobardi, perì. Il dominio di Ridolfo II in Italia non durò che quattr'anni. Gli Italiani gli surrogarono nel 926 Ugo duca di Provenza, e cercarono alcuni anni dopo richiamarlo in luogo di lui. I due principi accordaronsi ; Rodolfo rinunciò ad ogni pretesa sull'Italia, ed Ugo gli cedè la provincia di Vienna in Francia. Fu questa l'origine del regno di Borgogna e di Proveuza, detto regno d'Arles, ma il cui assodamento finale non ebbe luogo che dieci auni dopo, sotto il regno di Corrado il Pacifico, figlio e successore di Rodolfo II.
      RODOLFO III biogr.). — Re di Borgogna, soprannominato il Pio o il Fannullone, figliuolo di Corrado il Pacifico, morto il 19 ottobre 993, regnò fino alla sua morte, avvenuta il 6 settembre 1032. Per la pietà, come pel carattere placido e dolce, ha una somiglianza notevole con Roberto il Buono, figliuolo d'Ugo Capeto. Eglino portavano la corona insieme con l'istessa aria d'iudolenza, ed erano per di più cognati, essendo cbe la regina Berta di Francia , moglie di Roberto, fosse nipote della reginaBerta, e proprio sorella di Rodolfo HI. Amendue, traversando la medesima epoca, ebbero a lottare con le medesime difficoltà. Rodolfo III non fu mai padrone de' suoi sudditi, e il poco che conosciamo del suo lungo regno altro non fu che una serie di contese e di combattimenti infelici ch'ebbe a sostenere co' suoi vassalli malcontenti. Egli cercò appoggio nell'autorità imperiale. L'imperatore d'Allé-magna Enrico II di Baviera era suo nipote; Rodolfo andò a trovarlo a Strasborgo nel 1016 e gli fece cessione solenne del suo regno dopo la sua morte. L'imperatore trasferissi immediatamente in Isviz-zera con un esercito e prese i provvedimenti necessari*. Era da parte di Rodolfo un colpo di Stato disperato ma abile, siccome quello che sottometteva la nobiltà riottosa del suo reame. La mano pesante dell'imperatore germanico si aggravò sulla cima delle Alpi e ci vollero due o tre secoli prima che le aspirazioni d'indipendenza ribollenti nel paese si risolvessero sia in grandi signorie, a un dipresso sovrane, come le contee di Neufchàtel e del Ge-nevese, la baronia di Faucigny, i marchesati di Bressa e del Deificato, sia in sovranità più pure, le quali furono le municipalità repubblicane della Svizzera. Alla morte d'Enrico li (1024) Rodolfo tentò sottrarsi a' suoi impegni; ma Corrado il Salico si impadronì di Basilea e costrinse Rodolfo a rinnovare in suo favore i giuramenti fatti al padre. Rodolfo III lasciò soltanto un figliuolo naturale, Ugo, che divenne vescovo di Losanna.
      Vedi Forel, Begesta.
      RODONE ( Tc&ov) (biogr.). — Chiamato Corodone nell'Hceresium Indiculus esistente sotto il nome di san Girolamo, scrittore cristiano nel secondo secolo, era nativo dell'Asia proconsolare , ma pare fosse domiciliato a Roma, ove fu ammaestrato (pafaimtiei';) e forse convertito al cristianesimo da Taziano. Nul-l'altro è noto della sua storia, tranne che prese parte attiva nella guerra contro gli eretici de' tempi suoi, in ispecie contro i Mansioni ti, con uno dei quali, Apelle, ebbe una discussione personale e probabilmente contro i Montanisti. San Girolamo lo pone al tempo di Commodo e Severo, vale a dire nel 180-211 av. Cr.
      Egli compose: 1. Adversus Marcionem opus. Di quest'opera Eusebio ha recato una o due brevi citazioni. Essa era indirizzata ad un Callistione e teneva la relazione di Rodone con Apelle, estratta da Eusebio. Secondo questa relazione, Rodone ridusse al silenzio il suo antagonista e lo pose in ridicolo. E' pare fosse dotato in sommo grado di quella vaghezza di porre in dileggio, propria degli scrittori polemici. Marcione ò da lui qualificato il lupo pontico. 1 frammenti di quest'opera di Rodone souo pregevoli, siccome quelli che mostrano la diversità d'opinione prevalente fra i Marcioniti. — 2. EI? t^v é^aVjaepov (Commentarius in HexaS-
      meron, consistente, al dire di san Girolamo, di elegantes tractatus. — 3. Adversus Phrygas (se. Ca-taphrygas s. Montanistas)y insigne opus. Così caratterizza san Girolamo un'opera di Rodone, attribuendogli per avventura, come giudicano alcuni da un paragone de' cc. 37 e 39 de' suoi Tir. illustr.) l'opera contro i Montanisti in tre libri, indirizzata ad Abercio od Abircio Marcello, di cui Eusebio hai^ooQle -


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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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