Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      RODIBitinia, costrinsero i Bisantini a non più levare l'imposta cbe usavano riscuotere dalle navi passanti attraverso al Bosforo, e poco dopo difesero Sinope contro Mitridate IV re del Ponto. Nuova epoca incominciò nella storia di questo popolo allorché i Romani per la prima volta s'interposero nelle cose di Rodi. Unironsi i Rodii con Attalo re di Pergamo nella guerra che questi faceva contro Filippo III re di Macedonia. Contro questi dichia-raronsi pure i Romani, e s'unirono colle due potenze che già lo venivano assaltando. Dopo la sconfitta toccatagli a Cinocefale (197 av. C.), i Rodii unironsi con Roma in una guerra contro Antioco, nella quale le loro forze marittime furono di grande utilità. In merito del che i Romani diedero loro la Caria e la Licia. Ma da quel tempo appunto incominciò la prosperità di Rodi a declinare. Le sue possessioni continentali di recente conquistate cercavano di sottrarsi al suo potere, e in quelle loro contese facendosi di quando in quando appello al Senato romano, questo corpo coglieva il destro per usare la solita sua politica d'intervenzione. Durante la guerra che segui con Perseo re della Macedonia, i Rodii, mal provvedendo ai proprii interessi, si fecero alleati di questo principe, ma costernati alla nuova della subita sua sconfitta (168 av. (?.), si sottomisero a Roma e cedettero il territorio che possedevano nell'Asia Minore. Le loro entrate furono diminuite; ed altre prove ebbero essi della mala disposizione del Senato romano. Da quel tempo sino alla guerra mitridatica (84 av. C.), poco ne parlano gli antichi scrittori. Diedero quindi essi grande ajuto ai Romani per mezzo delle loro forze marittime, e furono perciò dal re del Ponto assaliti con grande armamento , ch'essi misero in rotta. In premio della loro fedeltà, Siila, al finire della guerra , ne confermò la libertà. Durante la guerra tra Pompeo e Giulio Cesare, parteggiarono essi pel primo, ma dopo la guerra di Farsaglia
      10 abbandonarono. Accostatisi quindi a Cesare, e dopo la costui morte sostenendo tuttavia i di lui partigiani, si tirarono addosso l'ira di Cassio, il quale prese la città e ne puuì severamente gli abitanti, togliendo loro le navi e imponendo ad essi gravissime multe. Dopo la battaglia di Filippi, Rodi fu da Antonio tornata in libertà, nel cui godiineuto si rimasero i suoi abitanti fino al tempo di Claudio,
      11 quale , in conseguenza delle frequenti loro ribellioni, li privò di alcuni privilegi, cbe però restituì loro poco dopo. Finalmente Vespasiano incorporò quest'isola in uua Provincia insularum, di cui essa era probabilmente la sede governativa. E qui finisce l'antica storia di Rodi. Nel breve abbozzo da noi dato si souo di necessità omesse molte interessanti particolarità relativamente alla politica forestiera, al governo, al commercio, alle arti, agli usi, alla letteratura e alla religione dei Rodii, e caratteristiche ad un tempo della razza dorica, di un popolo marittimo e trafficante, e dell'influenza di un clima asiatico sulla condizione fisica e intellettuale dei Greci. Il Codice relativo alla loro marina, adottato poscia da altri Stati marittimi (vedi Dig. 14, tit. 2, De lege Rhodia), i poteri ond'erano investiti i varii rami della loro amministrazione esecutiva, i loro statuti suntuarii e i regolamentia protezione dei loro poveri, tutto merita la speciale attenzione di chi studia la storia antica. Nei suoi tempi più floridi Rodi era, come Alessandria d'Egitto, il convegno dei dotti d'ogni paese, e in ambedue queste città fiori una simile letteratura. Veramente fra gli scrittori d'allora non troviamo la vivacità d'immaginazione , nè l'originalità di pensiero onde si distinguono gli scrittori anterióri della Grecia, ma ben eravi lo spirito di ricerca e di indagiui critiche, e gran progresso si fece nelle matematiche e in altre scienze. La letteratura di Rodi si distinse principalmente come madre di un nuovo genere di oratoria, che gli antichi consideravano come d'un tipo misto ossia greco-asiatico. Tale era pure il carattere delle belle arti di quel tempo, le quali pare si compiacessero di eseguire concetti giganteschi ed imponenti. Oltre al celebre colosso, tre mila altre statue ornavano la città, e cento di queste, Becondo Plinio, erano di tali dimensioni, che la presenza di una sola avrebbe bastato a nobilitare qualunque altro luogo. Dello stesso grandioso carattere era l'archi rottura di Rodi. 11 terreno su cui sorgeva pendeva gradatamente al mare come l'interno di un antico teatro. La pianta della città, disegnata dallo stesso architetto che costruì il Pireo di Atene, era perfettamente simmetrica, tanto che, come nota Aristide nella sua Orazione su Rodi, pareva una casa sola. Larghe vi erano le vie e di lunghezza non interrotta, e le fortificazioni munite a certi intervalli da alte torri, non apparivano, come nelle altre città, staccate dagli edifizi che cingevauo, ma colla loro arditezza e pronunziazione di contorni accrescevano l'uuità e la connessione dei gruppi degli edifizi interni. I tempii erano ricchi delle più belle pitture che mai facessero Protogene, Zeusi e altri artisti della scuola di Rodi. La celebre pittura di Jaliso, lavoro di Protogene, che fu poi trasportata a Roma, era soggetto di universale ammirazione. Moltissime e di ottimo lavorio sono le medaglie
      Fig. 6705. — Medaglia di Rodi.
      di Rodi. 11 tipo più usuale di esse è una testa radiante del Sole, e sul rovescio un fiore , che fu considerato come quello del melagrano, quantunque in alcune somigli piuttosto alla rosa, e possa perciò considerarsi come emblema allusivo al nome dell'isola, dal greco £óSov succitato. Lo Spanbeim nella sua grand'opera di numismatica ha una lunga disser-tazioue in tale proposito. Le altre divinità che si trovano nelle medaglie di Rodi sono Giove, Nettuno, Bacco e Serapide; come pure il capo di Medusa. Le medaglie coniate sotto gl'imperatori romani, e citate dal Miounet, vengono fino al tempo di Commodo (Description des médailles antiques : Rhodes). In alcune delie medaglie autonome si trova la pa-
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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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