Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

Pagina (45/405)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      458
      si bandisce la resistenza non è una idea grande, elementare, accessibile a tutti, vitale per la salute del popolo, per fermo i cittadini nè si avventurano alle barricate, nè di libera e concorde volontà espongono il loro paese alle vicende terribili di quel cataclisma.
      Ristretta di tal guisa la effettiva importanza di tale obbiezione, vuoisi aggiungere che la causa efficiente di una pubblica resistenza per essere legittima non ha mestieri che si confonda col disconoscimento di un diritto preesistente e per lo in-nauzi riconosciuto. Se tale segno fosse posto, ogni concetto di progresso dovrebbe di necessità svanire: causa legittima di un rivolgimento non è soltanto riacquistare il perduto, ma eziandio raggiungere quel fiue nuovo il quale sia indotto dal progresso dei tempi, sia diviso nella coscienza di tutti.
      Altro òche la rivoluzione possa essere in se stessa legittimacomecchè rispondente nei suoi fini ai grandi assiomi della filosofia e del diritto naturale, altro è che i mezzi coi quali quella si compie sieno in loro stessi legittimi. Chi non voglia accettare il rugiadoso aforisma di quella nota consociazione cattolica, che il fine giustifica i mezzi, deve piegarsi necessariamente a distinguere fra le multiformi maniere con cui la rivoluzione si prepara e si porta a compimento. Nella scelta di codesti mezzi non sta solo talvolta il segreto della riuscita, sì eziandio l'approvazione della storia. Le verità proclamate dai filosofi, insegnate dai pergami, dalle tribuue, dalle cattedre, diffuse nel popolo per la via della stampa, non incontrano ostacoli nella legalità; e mentre da un lato preparano gli animi e le menti alla prossima crisi, dall'altro ne assicurano il finale risultamento. Chi osa oggidì impugnare la maggiore delle rivoluzioni che ricordi W storia? Chi non accetta i prinoipii dell'89 e non giustifica i mezzi aperti,coraggiosi, onesti,pubblici, coi quali la nazioue francese avversò dapprima il governo, poi si dispose ad abbatterlo?
      Altrettanto non si deve dire di quei rivolgimenti, sieno essi riesciti od abortiti poco importa, i quali si preparano nell'ombra, si maturano per vie segrete, con opere tenebrose, e si conducono a compimento colla forza della cospirazione, anziché con quella del pubblico entusiasmo. Siccome i primi appariscono onesti, così la legittimità loro si ammette; i secondi, anziché bisogni sociali, si manifestano quali interessi di pochi individui; e come il fine loro è riprovevole, cosi i mezzi con cui vi arrivano sono illegali. Ma agli uni soltanto spetta il nome, calamitoso se vuoisi, ma pur sempre fecondo e maestoso di rivoluzioni; i secondi più spesso si producono col nome di colpi di Stato.
      Per lo passato la forza legale delle rivoluzioni veniva consentita allorquando esse erano effettivamente trionfanti. La teoria dei fatti compiuti tranquillava la mente così dei giuristi come dei filosofi, così dei cittadini come dei d plomatici. L'ultima espressione della forza materiale si confondeva colla prima creazione del diritto.
      Negli ultimi tempi si è introdotta una maniera di controllare la bontà dell'avvenuta crisi, mediante una generale votazione, la quale è destinata a ri-
      velare lo spirilo dei cittadini. Secondo tale novità, la crisi non è legalmente terminata finché non abbia ricevuto il suggello della pubblica approvazione. Certamente questa riforma è meritevole di plauso in quanto esprime la riverenza per la volontà della nazione, e in quanto cede la forza brutale alla legge del numero, della somma cioè dei diritti individuali.
      Molti esempi a memoria d'uomo concorsero nelle ultime annate quasi a sancire codesta innovazione. Non accade qui che di essi si parli. Diremo piuttosto che non havvi splendido trovato nelle scienze legislative del quale non sia facile l'abuso. Anche del suffragio universale, non appena dalle opere dei sociologi e dei pubblicisti si trasfuse nel dominio dei fatti, altri abusò. Quando le urne si erigono in guisa di formalità secondaria che di per sè non distrugge un avvenimento ineluttabilmeute compiuto, quando la libera e spontanea accorrenza alle urne stesse fu per lo innanzi in varii modi pregiudicata, quaudo il quesito si pone di maniera tale che non siavi scelta nè opzione possibile, quando la venficazioue dei voti non segue pubblicamente, onestamente, in questi ed altri consimili casi il suffragio universale non aggiuuge legittimità alla rivoluzione che si vuol con quello sanzionare: è una illusione di cui nessuno rimane vittima, è una frode di più.
      II. Come si puniscono i tentativi di rivoluzione. — Nessuna parte della punitiva giustizia fu così variabile come quella che concerne gli attentati politici. Chiara è la ragione del feuomeuo: le comminatorie a codesto genere di reato derivano da una fonte, purameute conveuziouale, non stanno scritte nella coscienza degli uomini come le sanzioni del furto e dell'omicidio: poi una compiuta incertezza circonda questa maniera di misfatti; di caso in caso non si deve solo cercare il colpevole come se il delitto fosse certo, ma il delitto prima che altro vuoisi rintracciare, perchè non basta che sia preveduto e definito dal Codice, occorre singolarmente chiarire se l'attentato fu opera di pravi uomini con pravi fini, ovvero azione meritoria di civile coraggio. Davauti ai magistrati che giudicano un'accusa di tentativo rivoluzionario la moralità dell'azione scema o si aumenta in ragione della bontà del Ooverno contro cui fu diretta. Nou isfuggì tale vero al signor Guizot, ragionando della peua di morte in materia politica: « L'immoralità di cosiffatti delitti, egli dice, non è sicura nè iinmuta-, bile quanto quella dei delitti privati, ma di continuo ! celata e svisata dalle vicissitudini delle cose umane: I varia uecondo i tempi, gli avvenimenti, i diritti, i meriti del potere: oscilla sotto i colpi della forza che vuol foggiarla secondo le proprie convenienze e i proprii capricci, e a mala pena si troverebbe nella sfera della politica qualche atto innocente o benemerito, che in qualche parte del mondo non sia Btato oggetto d'una incriminazione legale >. E noi soggiungeremo, che altre cause concorrono a rendere viepiù incerta la natura dei misfatti politici , fra le quali non vogliousi omettere la coscienza pubblica, che talvolta sta dalla parte dei delinquenti, e la coscienza del magistrato, cui ripugna di condannare coloro che se fossero riusciti i sarebbero in seggio. Egli è forse per secondare
     
      /-


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

Pagina (45/405)






Stato Codice Ooverno Guizot Btato Chiara