Nuova Enciclopedia Italiana - Volume di Gerolamo Boccardo

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      RIVIÈRE (CARLO FRANCESCO, DUCA DI) - RIVISTA
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      RIVIÈRE (Carlo Francesco, marchese, poi duca di) (biogr.). — Luogotenente generale e pari di Francia, nato alla Ferté-sur-Cber l'anno 1765 ; era ufficiale nelle gmucdie francesi, quando uscì del regno all'arrivo della rivoluzione. Seguì la fortuna del conte d'Artois, che fu poi Carlo X, pel quale sostenne varie missioni nella Vandea, e lo accompagnò nel 1795 nella sua spedizione dell'Ile-Dieu. Si associò insomma a tutte le imprese che furono dirette contro la Francia repubblicana e contro il capo del Governo consolare. Arrestato nel 1804 insieme con Pichegru, Giorgio Cadoudal, i due fratelli Polignac, ecc., fu messo in giudizio e condannato a morte dal tribunale criminale de) dipartimento della Senna, ma la sua famiglia ebbe mezzi di far intercedere a suo favore la sposa ed alcuni prossimi parenti del primo console, che ottennero non senza difficoltà la sua grazia, o piuttosto una commutazione di pena. Fu deportato, dopo una prigionia di quattro anni, nel forte di Joux. Rientrato in Francia nel 1814, fu nominato maresciallo di campo e ambasciatore a Costantinopoli. 1 venti lo ritenevano ancora a Marsiglia quando riseppe lo sbarco di Napoleone, contro il quale tentò invano di sollevare la popolazione del Mezzodì. Ricoverato in Ispagna al tempo dei cento giorni, non ricomparve a Marsiglia che dopo la nuova della rotta di Waterloo. Fu quasi tosto creato Pari, confermato nel grado di luogotenente generale, che la sua devozione alla causa dei Borboni gli aveva meritato, ed incaricato del comando di Corsica. Trovò una parte di quell'isola ancora turbata da tumulti, cui terminò con validi provvedimenti. Informato che Murat, fuggito di Provenza, cercava un asilo nei dintorni di Ajaccio, fece fare si attive ricerche, che quel re scaduto e proscritto, il quale era forse stato uno dei suoi salvatori nel 1804, abbandonò la Corsica e andò a tentare contro Napoli l'inseusata spedizione per cui perdette la vita. Il marchese di Rivière lasciò il comando di Corsica nel 1816 e partì tosto per la sua ambasciata di Costantinopoli. Amare querele si levarono poco dopo contro la tariffa delle dogane sottoscritta dal nuovo ambasciatore, la quale assoggettava i negozianti francesi negli scali del Levante a dazi troppo maggiori che non pagHvano le altre nazioni. Denunziato per questo fatto di negligenza o d'incapacità alla Camera dei deputati nel IX i9, egli recossi a Parigi per ordine del generale Dessoles, allora ministro degli affari esteri; ma ebbe abbastanza di credito per non aver bisoguo di giustificarsi, e ritornò a Costantinopoli, donde però fu richiamato in fiue del 18:10. Fu messo alcuu tempo dopo alla testa della compagnia detta delle guardie del corpo di Monsieur% della quale conservò il comando allorché per la morte di Luigi XV111 fu divenuta la quinta compagnia delle guardie del corpo del re. Egli era stato creato duca, e nominato ajo del duca di Bordeaux, quando mori nel 1828. — Si riconosceva generalmente in lui uu'anima onesta e virtuosa; ma la mediocrità de'suoi talenti e la tenacità di certi suoi principii lo fecero giudicare poco abile a ben sostenere quest'ultimo importante ufficio.
      furono pubblicate: Mémoires poatumes, lettreset pièces authentiques touchant la vie et la mori de C. F. due de Rivière (Parigi 1829, in-8°).
      RIVIGNÀNO (geogr.). — Comune nel circondario di Latisana, provincia di Udine, cbn 2882 abitanti.
      RIVINO Andrea (biogr.). — Medico e filologo, nato l'anno 1600 ad Halla in Sassonia, dicevasi Bach-mann prima che avesse latinizzato il suo nome, secondo l'uso adottato dai dotti di quel tempo. Dopo studiata la medicina a Jeua, visitò la Francia, l'Olanda, l'Inghilterra, e ritornato in patria fu addottorato a Lipsia nel 1644. Nominato nel 1654 alla cattedra di fisiologia, non la tenne gran tempo, perchè mori l'anno seguente in età di cinquantasei anni.
      Ammogliato tre volte, Rivino ebbe dalle due ultime mogli una figlia e nove figli, il terzo dei quali si rese celebre come medico naturalista. Oltre a gran numero di edizioni di autori greci e latini, Ri vi no lasciò tesi di medicina e di filosofia, dissertazioni filologiche e più componimenti poetici.
      RIVINO Augusto Quirino (biogr.). — Botanico distinto, figlio del precedente, nato a Lipsia l'anno 1652, audò a studiare la medicina a Helmstadt, dove fu addottorato nel 1676. Ritornato alla sua città natale, vi esercitò l'arte sua e vi coltivò con gran frutto la storia naturale, vi fu nominato professore di fisiologia e di botanica nel 1691, decano della Facoltà nel 1709, e mori nel 1723. Le sue mediche dissertazioni (Dissertationes medicee, Lipsia 1710, in 4°) racchiudono eccellenti osservazioni ed alcune scoperte anatomiche, fra altre quella cui fece, nel 1679, dei canali secretorii delle ghiandole sublinguali. Ma principalmente come botanico egli rese celebre il suo nome. Nella sua Introductio ad rem herbariam (ivi 1690, in-fol.), più volte ristampata, fu il primo a stabilire una distribuzione di piante secondo la varia forma della corolla, e introdusse nella scienza grandi miglioramenti, cui l'autorità di Linneo ha confermati dappoi. 11 padre Plumier <Jifde il nome di Rivina al genere ch'esso formò d'un arbusto della famiglia atriplicea, il quale, come disse Linneo, esseudo ognor verde e portando ad un tempo fiori, foglie e frutti, era degno del più florido botanico del suo tempo.
      RIVIS0ND0LI {geogr.). — Comune nella provincia di Aquila e nel circondario di Solmona, con 1581 abitanti.
      RIVISTA (letter.). — È il nome che si dà ad un periodico, destinato a passare in rassegna le opere di politica, di letteratura, di scienze e di arti. Può contenere eziandio scritti speciali, come discorsi, novelle, romanzi, ed anche la storia dei politici avvenimenti ch'ebbero luogo nell'intervallo della pubblicazione dei fascicoli. Ha sempre un carattere grave ed è più importante di un'effemeride quotidiana, pel modo più pensato con cui si svolgono le materie. La Rivista di Edimborgo, a ino' d'esempio. e la Rivista dei Due Mondi che si pubblica a Parigi, souo le più rinomate per il valore degli scrittori e per la saggia direzione. Pellegrino Rossi foudò la Revue f'rangaise, per trattare le quistioni politiche cou tenore dottrinario, ed assodare il sistema di Guizot, di cui si era fatto campione. Nelle Riviste si produssero sovente lavori che furono poi argomento a libri notevoli : esse agevolano il mezzot^ooQle


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Nuova Enciclopedia Italiana - Volume XIX (parte 2)
Dizionario generale di scienze lettere industrie ecc.
di Gerolamo Boccardo
Utet Torino
1885 pagine 1280

   

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