Dizionario Moderno di Alfredo Panzini

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      Cardolenza, l'indifferenza e la naturale festività del nostro popolo, specie delle torre meridionali, spiegano la parola. Mutati i tempi e pur migliorato le cose, permane tuttavia l'abitudine festaiuola per ogni occasione, lieta o triste che sia. «Si scio-pora per i centenari e per gli anniversari, per i vivi e per i morti, per le nozze, e pe' funerali. Ogni occasione è buona — tutti d'accordo in questo, monarchici e repubblicani, anarchici e conservatori — per non lavorare e per far baldoria. Vostro eroe, o cittadini, non è Vittorio Emanuele, o Garibaldi; è Michelaccio! » Carducci, Qa ira in Confessioni e Battaglie.
      Carolo: detto anche Brusone, Carbonchio, Ruggine, Bianchella, è una gravò malattia del riso, prodotta da una crittogama microscopica, sia secondo alcuni un fungo o sia secondo altri un bacterio. Le foglie del riso, dopo uno sviluppo troppo rapido e anormale dolla pianta, divengono rosse, si raggrinzano, si seccano, quindi tutta la pianta perisce.
      Carpe diem : motto tolto dalle odi di Orazio (lib. I, XI, 8) che propriamente vuol dire prendi, godi dell'oggi, sfrutta la giornata, essendo la vita formata di giorni. La giusta massima, in verità, è specialmente messa, in pratica da coloro che non sono tanto filosofi da meditarvi sopra, nè dotti da conoscerla. Confronta per curiosità questa strofe di Lorenzo il Magnifico :
      Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia, del doman non v'è certezza.
      E il Tasso, che colse più spine ohe rose:
      Cogliam la rosa in sul mattino adorno di questo di che tosto il seren perde.
      Gerusalemme, XVI, lo.
      Carpione (in): cioè carpionare (milanese carpiona). Termine milanese per diro : cucinaro alcuna vivanda corno si suole il carpio o carpione, posco di lago: cioè sotto aceto con aglio, droghe od erba salvia, cioè marinaro. Fosco marinato.
      Carpo: la prima, verso l'avambraccio, delle tre parti (Carpo, Metacarpo, Falangi) cho costituiscono lo scheletro della mano, gr. uuqtcòs.
      A. Panzini, Supplemento ai Dizionari italiani.
      Carré: letteralmente quadrato. Questa voce francese è usata per indicare quella pezza che nelle camicie e nelle vesti muliebri si sopra pone e va da una spalla all'altra e serve a dar garbo e varietà al vestire. La voce italiana, e viva tuttavia, è sprone. I dizionari francesi in tale senso registrano carrure. Nel linguaggio culinario, a Milano, usano carré nel senso francese, cioè per indicare un quarto di bestia macellata o porzione tolta nella lombata.
      Carrèment: alla lettera quadratamente, ed è avverbio neologico francese, non ignoto in Italia, per recisamente, chiaro e tondo.
      Carrozza di tutti: V. La carrozza, etc.
      Carrozzella: (carruzzella) così in Napoli, più italianamente che altrove, è chiamata la vettura publica, brum, ca-lèche, fiacre, etc. òoftehvRoma. Altrove carrozzella dicesi di quella dei bimbi.
      Carrozzino: neologismo di uno speciale linguaggio, politico e giornalistico, per indicare, specie nelle publiche amministrazioni, un contratto manifestamente e fraudolentemente ruinoso per una parte e lucroso per l'altra. Il Fanfani riprova questa parola e consiglia rigiro, truffa, che però hanno altro senso e sono meno determinate. Parmi che appartenga a quei tanti neologismi destinati a scomparire.
      Carta canta e villan dorme: locuziono nostra, toscana e romagnola, per dire che di una cosa si può o si vuole star tranquilli essendovi o pretendendo i documenti scritti che la affermano.
      Caricare: nel senso militare di far impeto, assalire il nemico, è ripreso dai puristi come gallicismo e così passo di carica. A ragione e con esempi classici il Rigutini difende il verbo caricare, già registrato dalla Crusca. Del resto sono voci oramai troppo beno difeso dall'uso.
      Carroccio: voce storica che significa il noto carro con lo stendardo comunale, usato nello guorro delle ropublicho italiane noll'ovo medio. Noto quosta parola por ricordaro cho essa è parola dialettale lombarda (caroccia — carrozza), divonuta italiana.
      Carta : por bigliotto di visita. V. Carte.
      G


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Dizionario Moderno
Supplemento ai dizionari italiani
di Alfredo Panzini
Ulrico Hoepli Milano
1905 pagine 553

   

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