Stai consultando: 'Cronica Giornaliera delle Province Napoletane dal 1. marzo al 31 dicembre 1869', C. De Sterlich

   

Pagina (444/620)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (444/620)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Cronica Giornaliera delle Province Napoletane
dal 1. marzo al 31 dicembre 1869
C. De Sterlich
Tipografia delle Belle Arti Napoli, 1869, pagine 620

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   444
   cronaca napoletana
   « Gol cuore profondamente commosso e sanguinante per l'inopinato accidente, che troncava in un attimo una cara esistenza, vedovando la famiglia, la Magistratura, il Paese dell'uomo onorando, che giace esanime su quella bara, io repugnante e perplesso, pur mi assumo il doloroso uffizio di farmi interprete del comune cordoglio con brevi, e rotte ed incomposte parole. Ma che monta la efficacia, la potenza della parola, quando colui che si , diparte da questa vita mortale lasci di sè imperitura ed onorata memoria negli animi dei congiunti, degli amici, dei concittadini suoi? E tal sarà dell'onorando collega nostro Vincenzo de Monte.
   « Chi si rifaccia col pensiero alla storia della vita e domestica e pubblica di quell'egregio, avrà a conoscere, o signori, che tutta quanta la vita sua fu nobilmente consacrata allo esercizio dei sacri doveri di padre e di cittadino.
   « Della vita domestica ei fu per fermo esempio d'imitazione degnissimo, e ne fa testimonio solenne la eletta virtù della sua progenie. Educando adunque a nobili e cittadini affetti la sua figliuolanza ei meritò bene del paese. Fu onore e decoro della illustre curia napoletana il de Monte continuando egli le onorate tradizioni di quegli eletti uomini, i quali seppero procacciarsi intemerata fama e cospicua fortuna per le sole vie del lavoro, del dovere e della onesta coscienza, fieramente sdegnando le arti della versuzia, e della casuisiìca forense, si che a lui non potè mai toccare il terribile epigramma rivolto agli uomini del foro, i quali per ignobili fini ircts et verba locarti.
   « Costante e fermissimo fu nell'uomo onorando l'amore al giusto ed al buono, l'amore alla libertà, e lo at-
   Digitized dby