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Cronica Giornaliera delle Province Napoletane
dal 1. marzo al 31 dicembre 1869
C. De Sterlich
Tipografia delle Belle Arti Napoli, 1869, pagine 620

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a cura di Federico Adamoli

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   402
   cronaca napoletana
   del gran vocabolario italiano che è giunto alla lettera G. E dopo di aver parlato del modo com' esso vien compilato, si è a lungo e sapientemente intrattenuto della corruzione che in fatto di linguaggio domina nelle scritture dei ministeri e di conseguenza in tutte quelle delle tante amministrazioni che ne dipendono.
   Niuno può contraddire alle sue nobili parole. Ma un uomo così autorevole e la stessa accademia potranno mai portar rimedio al male che egli e tutti deploriamo?
   Bisognerebbe cominciare dal fare in pezzi quanto si è scritto dal 1860 finoggi in fatto di leggi, di regolamenti, di decreti, di lettere: il che sarebbe fortuna anche per altre ragioni.
   Nell'Italia in generale non si è mai scritto bene in tali argomenti. Può e deve eccettuarsene Napoli, dove, la mercè singolarmente del marchese Puoti, dal quale furono istituiti tanti giovani che poi attesero ai pubblici ufici, a poco a poco si vennero smettendo i barbarismi forensi, e le voci e i modi di scrivere lasciatici dapprima dagli spagnuoli e poscia dai francesi. Sì che gli atti del governo e delle singole amministrazioni, le memorie degli avvocati, le sentenze dei tribunali e fino il linguaggio militare, la cui ricomposizione si dovette al generale Mariano d'Àyala, assunsero forma e dire italiano che ogniddì si andavano migliorando. E si sarebbero pian piano al tutto perfezionati, se dopo la caduta del ministro Santangelo, il quale cercò sempre di avere intorno a se uomini di fama specialmente letteraria , e durante la reazione che seguitò il 1848, non si fossero empiti i pubblici offici di gente per lo più ineducata ad ogni maniera di lettere.
   Ciò non meno al 1860 si seguitava qui a scrivere an-
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