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Cronica Giornaliera delle Province Napoletane
dal 1. marzo al 31 dicembre 1869
C. De Sterlich
Tipografia delle Belle Arti Napoli, 1869, pagine 620

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a cura di Federico Adamoli

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   cronaca napoletana
   amico nella sua medesima prigione. La qual cosa era possibile ad avvenire. E in effetti, dopo alquanti mesi, eccolo a lui dinanzi, eccolo chiuso nella sua stessa camera. Il Ramanzino, a vederlo entrare, lo afferra pel collo mentre l'altro si gittava al suo per abbracciarlo, e gli dà dodici colpi di coltello, di cui sette al cuore.
   Il giovine muore all' istante. E il Ramanzino, vedutolo cader primo di vita, dice:
   « Mo può ire a fa l'ammore co Celestina >;.
   Egli era vendicato.
   Il signor Rosane, giovine avvocato, lo ha strenuamente difeso: ma se la sua eloquente orazione non ha potuto neppur mitigare in piccola parte il rigore della legge , ha però mostrato com1 egli non abbia nulla dimenticato per riuscirvi, dicendo a prò di colui quanto ha saputo suggerirgli il suo bello ingegno ed il sapere di cui è a-dorno.
   --Teatro dei Fiorentini. Abbiamo avuto un nuovo
   dramma del signor Ottavio Feuillet, intitolato Giulia, tradotto dal francese.
   Si tratta di una donna adultera: tema prediletto degli scrittori di oltralpe, quando non è quello della donna perduta: entrambe nauseanti, la perduta non essendo nei costumi italiani, l'adultera essendola appena. In occasione d'una commedia rappresentata al teatro del Fondo la sera dei 12 giugno, ho parlato a lungo della prima. Dico ora a proposito dell'altra che porre in iscena la moglie che manca ai suoi doveri, è non pure utilissima cosa, ma scopo santo dell'arte. Porla però, come d'ordinario i francesi, no. Con la loro fantasia, col loro ingegno, e sia quello del Feuillet, invece di farla condannare, essi giungono a farla scusar sempre e spesso ad approvarla.
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