Stai consultando: 'Cronica Giornaliera delle Province Napoletane dal 1. marzo al 31 dicembre 1869', C. De Sterlich

   

Pagina (218/620)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (218/620)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Cronica Giornaliera delle Province Napoletane
dal 1. marzo al 31 dicembre 1869
C. De Sterlich
Tipografia delle Belle Arti Napoli, 1869, pagine 620

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   116
   cronaca napoletana
   I. Il banco di Napoli o la moltiplicità dei banchi in I-talia, memoria del cav. Scipione Staffa di Vincenzo.
   II. Saggio di una nuova traduzione dell' Agamennone di Eschilo, di Michele Baldacchini.
   Nell'anno 1868 l'accademia non ammise al premio del concorso fondato dal signor prìncipe di Ottaiano nessuna delle tragedie ad essa inviate, non reputandole neppur degne dell'accessit.
   Ebbe offerti in dono 99 volumi tra opere e continuazioni di opere in corso, non solo da letterati ma da varie accademie italiane e straniere. Elesse nuovi soci residenti i signori barone Vincenzo Cesati direttore dell'orto botanico, cav. Guglielmo Acton e comm. Francesco del Giudice nella classe delle scienze naturali: il signor Antonio Tari in quella di lettere e belle arti: e i signori Bertrando Spaventa, Felice Toscano, cav. Scipione Staffa e consigl. Vincenzo Lomonaco nell'altra delle scienze morali e politiche.
   Trapassarono nello stesso periodo di tempo i tre soci Raffaele Napoli, Giuseppe Ubaldini e Antonio Bartolom-meo Clot-Bey: idue primi residenti, l'altro corrispondente.
   Il Napoli, nostro concittadino, già direttore del gabinetto di fisica nel r. palazzo, quindi professore straordinario di chimica organica nella r. università, ebbe gran nome tra gli scienziati d'Europa.Scrisse molte memorie. Durante la sua ultima infermità dette a luce un Trattato di chimica. La biblioteca dell'università dopo la sua morte acquistava molta parte dei suoi libri.
   L'Ubaldini, toscano, fu aiutante alla cattedra di chimica inorganica nella stessa università, scrisse anche
   i
   LjOOQle