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Altra Lettera d'Affari
Alla Contessa Ottavia Masino di Mombello, — a Torino.
Ottima Signora Contessa,
Ella sarà tutta occupata a dipingere quel caro quadro che non può non riuscire degno di così gentile pennello, e io non le auguro inspirazioni, poiché non ne ha d'uopo; ma bensì buona salute che le permetta di lavorare. — Intanto le dirò che oggi sono passato da Lei non solo pel desiderio di riverirla, ma anche pel seguente affare. — Mio fratello intende di stare d'or innanzi la maggior parte dell'anno a Chieri, per meglio badare agl'interessi d' una cascinetta che abbiamo colà presso, e abbisognerebbe d' un alloggio in quella città, il quale fosse discretamente grande, cioò da potervi anche all' occorrenza albergare nostro padre, ed io medesimo. Di più si richiederebbe avere in tal casa le cantine, il cortile, e che so io; insomma ove ritirare le cose di campagna. È egli vero che appunto si possa affittare tutto ciò a S. Giovanni o a S. Michele in una casa appartenente a Lei, signora Contessa, dalle parti di San Giorgio? Quanto le sarei obbligato s'Ella si compiacesse di scrivermi due righe su questo proposito, dicendomi altresì quale sarebbe il fitto ! — La prego de' miei ossequi al signor Conte, nell' atto che ho 1' onore di protestarmi con particolarissima stima e rispettosa affezione
Torino, 28 Marzo 1838.
suo devotissimo servitore Silvio Pellico.