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Altra Lettera d'Affari
Alla Nóbil Donna Signora Rosa Costa, — a Ravenna.
Cara Sorella.
Dal signor Dottor Stanislao Brini ho ricevuto il restante del denaro che avete ricavato dalla vendita della biancheria. Vi ringrazio della premura che per essa vendita vi siete presa. Io vi sono debitore di scudi cinquanta per il censo che vi lasciò il canonico Mauro, e voi siete debitrice a me di scudi trenta che lasciò a me; laonde io vi rimango debitore di scudi venti. Converrà, per chiudere questo conto, di fare una scrittura che liberi me dal debito del detto censo. Ciò potremo fare quando saranno appianate le cose dell' eredità materna, per la quale penso che resterete debitrice a' vostri fratelli di una parte della legittima, che nostra madre doveva al figlio defunto. Ve la intenderete col signor Cop-pini, chè tutto ciò eh* egli fa, lo tengo ben fatto. Giuditta vi saluta e vi ringrazia. Addio.
Bologna, 21 Ottobre 1835.
Vostro affezionatissimo fratello Paolo Costa.