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Altra Lettera d'Affari
Alla Sig.K Costanza Zanotti, — a Bologna.
Mia cara moglie.
Subito dopo desinato ti rispondo. Oh se tu vedessi come io mangio! Mi apparecchio da me la tavola, mi concio l'insalata, e ripiego poi i tovaglioli, e fo mille bei fatti. Io non ho ancora veduto il fuoco. In questo paese tengono i camini chiusi lo inverno, come noi facciamo la state, perchè qui rare volte sentono freddo, e quando il sentono, pensano che così presto debba andarsene, che non sanno disporsi a far fuoco, per non incomodar il camino. — Da' miei fratelli io ho sempre avuto nuove di te; e Don Ercole ancora in quest'ordinario molto me ne scrive: ma credi tu che mi basti? Sia però quel che tu vuoi, che mi piace che tu faccia il tuo comodo e il tuo piacere. Godo che la stanza sia terminata; ma se non ci potrò star subito, dove ho io da finire il quadro di Palazzo? Eppure dev'essere il primo ch'io finisca. Oh che imbroglio sarà questo! — lo sento dai rimedi che tn mi dici adoperare, che ancora hai male. Quanto me ne dispiace! Non so dirti di più. di quello che t'r scrissi lo scorso ordinario: fa però quel che ti piace. — Don Ercole mi scrive pure che tu alquanto ti rimetti, nè così afflitta d' animo ti dimostri. Guardate un poco qual disgrazia m'è intervenuta dopo la mia partenza! La comare nostra, che questa