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LETTERA D'AFFARI
A Madonna Giulia Speroni ne'Conti, — a Padova.
Figliuola cara.
Del tuo parto non pensare al presente, ma ora e sempre pensa di vivere allegramente, sperando in Dio e non disperando della mia vita. Son vecchio, ma non son tanto da poco che in cinque o sei giorni non possa volare da Roma a Padova al tuo bisogno; nè son sì povero che per tuo onore e per la tua salute non possa spendere senza incomodo mille scudi del mio, e degli amici altri mille. Ad ogni corsa di posta da qui innanzi ti scriverò, ma non sempre avrai le lettere a tempo di potermi rispondere. — E che farai di qua* miei velluti? Da te non ho avviso se siano tuoi o miei. Fammi un inventario di quelli, e di tutte le altre robe mie che hai ; e mandamelo. Non so se tu abbia avuto certo olio per la tua bocca. Non visitar le puttine con tuo incomodo: e vivi allegra.
Di Roma, il 3 di Marzo 1575.
Tuo padre Sperone Speroni.
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