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Altra Lettera di Riprensione
Alla Signora Contessa Oroboia Pasolini.
Pregiatissima Signora.
Se io avessi forza, come ho voglia, dovrei mettermi a polire una scusa, che mi perdonasse P indugio che ho posto in rispondere alla cortese lettera sua. Dirò che più di una volta ho scalpita la fronte a destar qualche favilla, ho pregato la mia Musa a dettarmi qualche concetto, che al tutto non fosse indegno dell' argomento che Ella mi propone; ed era nello sdegnarmi, quando mi avvidi che quel silenzio proveniva dall' esser quella povera vecchia fatta sorda da sua decrepità. Converrà pure eh' Ella compatisca meco al triste caso. E non creda già che io meno abbia aggradita la sua lettera e la sua visita. Deli' una e dell' altra io deggio ringraziarla, e congratularmi della domestichezza che ha presa con la nostra favella nobile, illustre e cortigiana, che divisa dall' uso familiare, fa belle e commendevoli scritture. E se egli è vero che il ramo al ceppo assomiglia, Ella continuando in questi begli studii non potrà altro che adornare quella condizione di stato, al quale dalla Provvidenza fu eletta. Mi ricordi servo al suo Babbo, e mi creda che con tutta la stima e con tutto l'animo sono
Cesena, il 17 Settembre 1814.
Devotissimo servitore Dionigi Strocchi.