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Altra Lettera di' Scusa
Alla Signora Contessa Angiola Ariosti, — a Bologna.
Esimia Signora.
Eccole finalmente quel foglio che io le dovea rendere tanto prima. Confesso la mia negligenza e me ne batto il petto a mani chiuse. Conosco il male che ho fatto con essa negligenza, non solo a me stesso ma eziandio a Lei, alla quale io veggo bene' d'aver data occasione di straordinaria lentezza. Oh scandalo, oh scandalo! Ma bene mi sta, chè mi conviene piangere non solamente i miei falli, ma quelli ancora d'altrui. E piaccia al cielo che la mia penitenza a me ottenga perdono e a Lei valga di stimolo per tornare al primo suo corso. Amen.
, Di casa, 5 Marzo 1742.
Devotissimo servitore Domenico Fabri.