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LETTERA DI SCUSA
Alla Signora Maria Selvaggia Borghini, — a Pisa.
Non ho per ancora presentata la lettera di Vostra Signoria Illustrissima alla Serenissima Gran Duchessa, perchè un poco di febbre con certa flussione vagante alle articolazioni e ad altre parti del corpo, mi tengono da domenica in qua in letto, (o lo farò subito che il male me lo permetta; siccome ancora presenterò il sonetto, che in verità è bellissimo. Sono oggetto degno dell'applicazione di V. S. le nozze serenissime: e mi do a credere che non meno in esse che negli altri suoi componimenti Ella sarà uguale a sè stessa. Mi perdoni se non iscrivo di mio pugno: ed a Vostra Signoria Illustrissima faccio devota riverenza.
Firenze, 27 Luglio 1688.
Francesco Redi.