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ditegli che lo metta fuori; che non se lo lasci morire in mano; chè il mondo un giorno o l'altro potrebbe riordinarsi, e allora addio Torre di Babele. Nipote, io non ho qui alle costole nessuno che mi regga la mano come Pavete voi; dunque addio. Stale bene; e se siete quella fanciulla di garbo che ho in testa che dobbiate essere, smettete d'insudiciarvi le dita, con quella brutta cosa che si chiama inchiostro, e da suddita obbediente e morigerata imparate a fare la calza.
Pisa, 1 del 1847.
Vostro zio Beppe Giusti.