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Corrispondenza familiare femminile
fatta su buoni scrittori italiani
compilata da Salvatore Muzzi
Zanichelli Bologna, 1871, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Altra Lettera di Scherzo
   A Guglielmina Nencini, — ad Arezzo.
   Nipote, nipote! Voi cominciate troppo presto a raspare colla penna. Che volete andare sulle pedate del signor zio? Badate, la penna è un certo arnese che quanto più si sa tenere in mano, e più scotta. Tenetevi all' ago e al ferro da calza, che sono arnesi che non danno noia a nessuno. Se vedete la vostra signora madre, ditele che suo fratello, cioè il vostro zio riveritissimo, non le scrive mai perchè è poltrone, ma non ne viene per conseguenza che F abbia messa in un canto. Se poi vi capita in casa il signor padre, ditogli che il suo cognato a questo freddo non ha coraggio di mettere il capo fuori del guscio, ma che a primavera quando ricominciano a passeggiare anco le lumache, verrà a vedervi e si tratterrà quanto vorrete. Se mai parlerete di me cogli Aretini vostri compatrioti^ dite loro che si levino dal capo che il vostro signore zio abbia preso avversione ad Arezzo. Il vostro signore zio meritava di nascer sasso, tanto ha piacere a starsene fermo via via dove si trova rotolato. Non so se conosciate un bighellone di poeta che si chiama Antonio Guadagnoli. Se mai lo conoscete, fategli sapere da parte mia che io ho de' conti da fare con lui, e che vorrò il mio fino a un quatlriuo. Quando gli avrete detto così, domandategli se quel rabesco sulla Torre di Babele è rimasto lì in asso; e se tra le sestine che lo compongono, è nato il maliuteso che nacque tra gli operai di Nembrotte; o se invece è venuto fatto al poeta chiarissimo di levarne le gambe. Se 1' ha pronto,