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Corrispondenza familiare femminile
fatta su buoni scrittori italiani
compilata da Salvatore Muzzi
Zanichelli Bologna, 1871, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Altra Lettera di Ammonimento
   Alla Contessa Maria Maddalena Pansetti, — a Rubiera.
   Riveritissima Sig.a Contessa.
   Come si possono mai scrivere lettere tra i boschi e i dirupi con un Capitolo di Frati in faccia e con la paura in groppa? Io son tornato qui tanto malconcio di animo e di corpo, che mi converrebbe dormire un anno per restaurarmi un poco dalle fatiche. E certo non vi voleva altro che una sua lettera per risvegliarmi un poco, e farmi scrivere due righe: nè vi è da sperar altro in questa mia sonnolenza. Dico dunque che ho battuto sassi infiuiti, e ho battuto Frati più duri dei sassi, e con tutti questi battimenti non si è tratta goccia di giudizio e di bontà. Ora son qui non bene perfettamente di salute, ma nemmen tanto male da farne querele. Mi onorano e mi affannano con le ristampe de' miei scartabelli. Sudano i torchi di Venezia, ed ora anche quelli di Roma. Vogliono note, giunte e carte inedite. Ma io ho bisogno di dormire un anno, e poi delibereremo. Il Conte Alfieri, travagliato dalle disgrazie amorose, letterarie e tragiche, è fuggito via di qui, e non sappiamo dove siasi riparato. La Contessa di Àlbany è sparita. Ma questa comincia ad esser lettera d' un vigilante, e il mio anno di sonno non può sopportare diminuzione d'un minuto. Sono tutto suo sonnacchiosissimamente. Quanto mi è doluta la morte del Paradisi! Me ne dica qualche novella. Cotesto è ben altro sonno che il nostro!
   Roma, 21 Giugno 1783.
   Tutto suo dev.mo Appiano Buonafede.