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Corrispondenza familiare femminile
fatta su buoni scrittori italiani
compilata da Salvatore Muzzi
Zanichelli Bologna, 1871, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 231 —
   Altra Lettera di Scherzo
   Alla SigFaustina Maratti-Zappi, — a Roma.
   Mi venga il canchero, e possa io venire ìd disgrazia vostra, se vi scrivo per darvi le buone feste. Forse voi vel pensavate quando questa mia lettera avete aperta; e chi sa che cosa me no abbiate detto. Se fossi stato in uq canto della vostra camera appiattato, v' avrei sentito dire: Oh gli è pur matto costui! gli è pure il gran melenso! Signora no, madonna no, che non son tale. Io darei piuttosto la moglie e nove figli ch'io ho, che dare le buone feste. Io vi giuro per Giove immortale che quando io penso alle buone feste, mi si muove siffattamente la bile, eh' io sto un mese quasi senza appetito. Gli è poi vero eh1 io procuro di non pensarci mai. Adesso che io ne scrivo, sono fuori di me, e chi sa quando ci torno. Compatitemi, non ne voglio parlar più, perchè non potrei cenare questa sera; e pure io ho dato parola di andare a casa Manfredi, ove ci. sarà un pasto nobilissimo e di vivande tutte preziose: e quelle creature son così buone, che fin piangerebbero se non mangiassi ogni cosa. Io vi fo sapere, prima che me ne dimentichi, che se il compar Manfredi o il compar Martello vi avesser detto ch'io vi do le buone feste, vi fo sapere, dico, che egli non è vero; e vi prego a dire, o far dir loro, che mentiscono, e eh' io non uso così colle dotte persone: e vi prego di restituir loro quelle buone feste che da me non vi vengono; e che son buone feste cattive e false, da essoloro inventate per