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Altra Lettera dì Conlìdenza
Alla Sig.* Luisa Blondel-Azeglio, — a Milano.
Diletta mia.
Non è vero che abbia scritto un biglietto a lapis al caffè; ma è vero che mi parve conveniente di consigliare che si facesse una dimostrazione, per provare al Re che la nazione era stata soddisfatta nel vederlo difendere la sua dignità contro lo pretensioni straniere. Essendomi risposto che la gioventù non si sarebbe indotta senza una lettera firmata da me, la scrissi e la firmai, dicendo appunto che credevo bene applaudire alla condotta ferma e dignitosa del Re: e così 25,000 persone erano pronte agli applausi;... ma egli non usci. Siccome ho preso per sistema di non far mistero nè delle mie opinioni, nè de* miei atti, così ti scrivo tuttociò col segreto mezzo della Posta; e fanne l'uso che vuoi. Io aspetto sempre la decisione del mio andare a Firenze o a Roma ; ma, per ora, niente di nnovo. Salutami il parentado e gli amici, e Grossi in particolare: procura di rimetterti, in villa, delle noie e delle fatiche del viaggio. Addio.
Genova, 13 Ottobre 1849.
Tuo marito Massimo D' Azeglio.