Stai consultando: 'Corrispondenza familiare femminile fatta su buoni scrittori italiani', compilata da Salvatore Muzzi

   

Pagina (227/276)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (227/276)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Corrispondenza familiare femminile
fatta su buoni scrittori italiani
compilata da Salvatore Muzzi
Zanichelli Bologna, 1871, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   — 225 —
   Altra Lettera dì Conlìdenza
   Alla Signora Marchesa Porro.
   Gentilissima Marchesa.
   Al mio ritorno da Chieri io sperava di aver ancora il bene di vederla alcuni giorni ; nulla m' avevano detto d'una partenza così vicina; e la bella coppia ba preso il volo. M'è spiaciuto, davvero spiaciuto. Anche non vedendoci ogni giorno, erami caro il dire: domani li vedrò. Si prende volentieri Y abitudine di considerare simil gente come allatto concittadina. Brontolerei d'essere stato così abbandonato improvvisamente, ed invece mi tocca d'essere mosso a gratitudine dal bigliettino più amabile, e da un carissimo ricordo lasciatomi. Bisogna ch'io baci l'elegante borsellino e quelle espressioni tanto buone della gentile donatrice, e che io ami lontani Peppina e Gilberto, come li ho amati vicini. La ringrazio del dono e delle parole affettuose con cui me Io porge. Ora che ci ha avvezzi a volerle bene, non islia poi un secolo senza venirci a vedere, e frattanto pensi talvolta alla nostra buona città di Torino, lo ho dovuto andare a Chieri per qualche mio interesse. Ho colà una casetta ove vive la mia vecchia sorella; e siccome ivi tengo uno dei carissimi ritratti del Conte Porro, il parlare di casa Porro colla sorella è uno de'miei temi favoriti. Tante cose a tutti di casa sua: ed amino tutti il loro
   Torino, 2 Aprile 1844.
   Silvio Pellico.
   15