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Altra Lettera di Confidenza
Alla N. D. Caterina Dolfin Tron, — a Venezia. Eccellenza.
È vero; ma io sono il generale in capite de'suoi amici infingardi: vescovi, militari e quanti altri sono, tutti vengono sotto la mia insegna principale. Si figuri quali battaglie il nostro esercito può dare a questo inondo. Oggi mi sono fatto più coraggioso del solito, e finalmente sto al tavolino, e ci starei chi sa quanto, se non venissero le mie grucce a levarmi. Per istare a sedere o a letto sono un paladino; ma per camminare, un uomo fatto di spugna, senz' acqua però, perchè mi trovo più arido d' un sughero. Già Vostra Eccellenza avrà veduto mio fratello Carlo, e da lui udito il mio stato. Ora sono qui solitario, e mi vo consolando col ricordarmi la somma generosità di Vostra Eccellenza e Pattenzione degli amici. Tali pensieri mi tengono compagnia giorno e notte, & dico fra me spesso: Oh fortunato carcame, che hai tale benefattrice e tanti che servono alla sua volontà per darti soccorso! Quanti cuori ha commossi la tua disgraziaf Chi riconobbe mai tanti animi sinceri e interessati per te, quanti tu ne conosci? — Tutto mi viene da Lei; ond'Ella può essere certa che con la maggior sincerità me le offro a tutte prove.
P. 5. La scrittrice, cui detto questa lettera, fa il suo dovere.
23 Settembre 1777.
Devotissimo, obbligassimo Gaspare Gozzi.