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Altra Lettera dì Conlìdenza
Alla Sig? Paolina Galvani, — a Feltre. Mora mia.
Infatti la morte ruba i migliori, come si suol dire, e lascia stare i tristi. Tu hai voluto vivere per farmi dispetto, e tormentarmi ancora colla tua temerità. Vuoi fortificare lo stomaco per tornar forse ai disordini della gola. Io credeva che in Santa Chiara si apprendessero lezioni di temperanza e frugalità. Dio mi guardi dalla tua gola e ghiottoneria: ma pure per questa volta voglio aver compassione del tuo stomaco. Ti mando una fiasca di ottimo Cipro, e alquanti bastoni di cioccolata. Ho studiato di assettar bene il cesto, e ho fatto dir al corriere che vi è una boccia di medicinali. Se si rompe, tuo danno; io non potrò se non ridere. Non bere nè mangiar tutto da lupa ingorda. Salva la sua parte alla Margherita per la sua convalescenza; chè mi preme più la sua vita che quella di dieci More. Salutala dolcemente da mia parte. L'Annetta la governi da donnina; e tu tienla allegra da buffona, e scrivimi del suo stato: dico del suo, chè del tuo non voglio saper altro. Addio, temeraria.
Venezia, 18 Aprile 1774.
Vostro Zio Natale Lastesio.