Stai consultando: 'Corrispondenza familiare femminile fatta su buoni scrittori italiani', compilata da Salvatore Muzzi

   

Pagina (220/276)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (220/276)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Corrispondenza familiare femminile
fatta su buoni scrittori italiani
compilata da Salvatore Muzzi
Zanichelli Bologna, 1871, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   — 218 —
   Altra Lettera dì Conlìdenza
   Alla Sig? Paolina Galvani, — a Feltre. Mora mia.
   Infatti la morte ruba i migliori, come si suol dire, e lascia stare i tristi. Tu hai voluto vivere per farmi dispetto, e tormentarmi ancora colla tua temerità. Vuoi fortificare lo stomaco per tornar forse ai disordini della gola. Io credeva che in Santa Chiara si apprendessero lezioni di temperanza e frugalità. Dio mi guardi dalla tua gola e ghiottoneria: ma pure per questa volta voglio aver compassione del tuo stomaco. Ti mando una fiasca di ottimo Cipro, e alquanti bastoni di cioccolata. Ho studiato di assettar bene il cesto, e ho fatto dir al corriere che vi è una boccia di medicinali. Se si rompe, tuo danno; io non potrò se non ridere. Non bere nè mangiar tutto da lupa ingorda. Salva la sua parte alla Margherita per la sua convalescenza; chè mi preme più la sua vita che quella di dieci More. Salutala dolcemente da mia parte. L'Annetta la governi da donnina; e tu tienla allegra da buffona, e scrivimi del suo stato: dico del suo, chè del tuo non voglio saper altro. Addio, temeraria.
   Venezia, 18 Aprile 1774.
   Vostro Zio Natale Lastesio.