EQUAZIONI ED INEQUAZIONI.
' 145
Implicando i due membri per un fattore del minimo multiplo comune dei denominatori o per questo minimo multiplo, potrà ottenersi un'equazione non equivalente, essendo possibile l'acquisto di soluzioni estranee alla proposta e la perdita di una soluzione che contenesse oo fra' valori delle incognite.
Se si dividessero i due membri di un'equazione f = f\ per un fattore cp comune ad f ed fi (e non contenuto nel minimo comune multiplo dei denominatori, nel caso dell' equazione frazionaria), si avrebbe un'equazione priva delle radici di cp = 0; se invece si dividessero i due membri per una funzione non a-vente alcun fattore in comune ' con f fi, si ricaverebbe una equazione frazionaria equivalente (non tenendo conto della radice oo ): ma nulla giustifica, in generale, questi passaggi, dovendo noi trovare tutte le radici dei fattori di f fi ed essendo anzi nel nostro intento il passaggio opposto a quest'ultimo.
99. Innalzando ad una stessa potenza d'esponente m, intero e positivo, i due membri di un'equazione non ridotta a zero fif:y,'-.) = fi(x,y,....), si ottiene un equazione, rispetto alla quale generalmente la prima è subordinata. Infatti,
99. Risulta dai teoremi del n. 55 che non possono stabilirsi norme generali per l'innalzamento a potenza dei due membri di un'inequazione: giacche devesi tener conto del segno della disuguaglianza, del segno dei due membri,
OnTn-CjiìBOKi, I Compi, d'ir Mg-Óra Aumentare ecc. - in