funzioni di variabili beali.
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monomio(*) non costituite da fattori polinomi; delle funzioni lineari del tipo x k; di alcune funzioni non lineari x2 + a2, x* 4 y*,.... , che abbiamo trovate prima, e di altre che la pratica ci farà conoscere.
Una funzione intera f a coefficienti frazionari, se M è il minimo comune multiplo dei denominatori di questi coefficienti, si può presentare
come il prodotto di ^ per la funzione intera a coefficienti interi M.f.
Due o più espressioni intere delle stesse variabili o costanti, si dicono prime fra loro, se non esiste alcun'altra espressione, intera rispetto alle stesse variabili o costanti, che le divida (divisore comune) (50).
Sono primi fra loro due o più numeri generali,«, b,.... ; un numero generale o particolare ed una funzione; due o più funzioni, nelle quali figurino variabili o costanti differenti, ecc.
77. Si chiama massimo cornuti divisore di due o più funzioni, intere rispetto ad una stessa variabile o costante, la funzione di maggior grado in questa variabile o costante, che le divida. Lo indicheremo con D.
Se più funzioni monomie non sono prime fra loro, assumeremo come massimo comun divisore di esse, considerate in tutte le variabili e costanti che contengono, il prodotto dei loro fattori comuni, generali e particb^ri, presi cogli esponenti più piccoli: per la condizione di divisibilità dei monomi (68), il monomio così formato è un divisore comune alle funzioni date, ed un altro monomio, che contenesse qualche fattore generale o particolare delle stesse funzioni a gradi più elevati, non sarebbe un divisore comune; ma potrebbe assumersi come massimo comun divisore il prodotto del precedente per una funzione indipendente dalle variabili e costanti delle funzioni date, per il fatto che, dividendo ciascuna di queste per quel prodotto, si avrebbero ancora quozienti interi rispetto alle variabili e costanti contenute nelle funzioni date.
(l) Le quali supporremo sempre ridotte ed aventi i coefficienti decomposti in fattori primi, se sono interi. Un monomio è indecomponibile, ma è divisibile per i numeri generali e particolari, di cui è prodotto; e per ciò sarebbe non primo secondo la definizione aritmetica; questa però non può propriamente estendersi alle funzioni, per le quali non abbiamo stabilito una teoria sicura della divisibilità; tuttavia da alcuni autori si fa tale estensione (Bebtrakd-Betti; pag. 172; Testi, pag. 139, ecc.).