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Capitolo terzo
ameremo l'Italia come l'amarono Re Vittorio Emanuele e il generale Garibaldi, il Conte di Cavour e Giuseppe Mazzini.
« Amate la Patria » supplicava il grande genovese, il più tenace assertore della Unità nazionale. « La patria è la terra ove dormono i vostri parenti, ove si parla la favella nella quale la donna amata mormorerà arrossendo la prima parola d'amore; è la casa che Dio v'ha dato perchè ivi, operando e perfezionandovi, vi prepariate a salire a Lui ; è il vostro nome, è la vostra gloria, il vostro segno fra i popoli. Date il pensiero, il consiglio, il sangue per essa. Edificatela bella e grande come i nostri sommi la presentirono. Ma badate a non lasciare ombra di menzogna o servaggio che la contamini ; badate a non profanarla collo smembramento. Sia Una come il pensiero di Dio.
Voi siete milioni di uomini, dotati di attive, splendide facoltà; avete una tradizione di glorie che le Nazioni d'Europa vi invidiano; d'innanzi a Voi sta un immenso avvenire; e i vostri occhi si fissano sul più bel cielo che l'Europa conosca, e intorno a voi sorride la più bella natura che l'Europa ammiri, e v'accerchiano l'Alpi e il Mare, confini segnati dal dito di Dio per un popolo di giganti. E voi dovete esser tali, o non essere ! »
Cittadini, e noi saremo, giuriamolo in quest'ora, quali i padri eroici ci vollero ; e, a conferma di questa solenne promessa, gridiamo unanimi col grande Poeta Maremmano : « Evviva l'Italia, una, indivisibile eterna come Roma sua madre!»
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