Discorsi d' indole politica, economica e sociale 455
Il dittatore, solo, alla lugubre schiera davanti, ravvolto e tacito cavalca, la terra e il cielo squallidi, plumbei, freddi intorno.
E altri tre anni trascorsero, sconsolatamente.
Pure, dimentico delle meraviglie de' fucili napoleonici, Garibaldi reduce nolente alla diletta Caprera, nel 1870 chiamerà anche una volta le sue Camicie Rosse a soccorso di Francia, impegnata in guerra di sterminio coi Germani collegati, e a Digione i Cacciatori dei Vosgi rinnoveranno le gesta de' Cacciatori delle Alpi.
A Sédan il terzo Napoleone perdeva la corona imperiale, a Parigi si proclamava il 4 di settembre la Repubblica, e sedici giorni più tardi l'esercito italiano, guidato da Raffaele Cadorna, entrava, per la breccia di Porta Pia, nella città dei Cesari, il potere temporale dei papi crollava per sempre, e Vittorio Emanuele poteva dire, pochi giorni dopo, ai rappresentanti della Nazione, giustamente orgoglioso:
« Con Roma capitale d'Italia ho sciolto la mia promessa e coronata l'impresa che ventitré anni or sono veniva iniziata dal mio magnanimo genitore.... L'Italia è libera ed una: ormai non dipende che da noi il farla grande e felice. »
Cittadini,
e sempre più grande e felice potremo fare la Patria se quanti nascemmo nel Bel paese, da
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L'alpestre rocce, di che, Po, tu labi,
all'
......Isola del fuoco
Dove Anchise finì la lunga etade,