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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   45°
   Capitolo terzo
   i
   E il Senato approvava la proposta del Cavour.
   Quel giorno deponeva il suo voto nell'urna Alessandro Manzoni che, pur malandato in salute, contrariamente alle esortazioni del medico e de' suoi, era voluto andare da Milano a Torino per compiere il suo dovere d'Italiano.
   Giuseppe Massari, ne' ricordi biografici del Grande statista piemontese, narra che, terminata la storica seduta, il Conte di Cavour, offerto il braccio al Manzoni, uscì con lui dal Senato. La folla, che festante si accalcava sulle scale del Palazzo Madama e nella Piazza Castello, come vide i due insigni uomini, proruppe in fragorosi evviva. «Questi applausi sono per Lei!» disse il Cavour al Manzoni, e questi, toltosi dal braccio del Ministro, si mise a battere le mani. Le acclamazioni della folla raddoppiarono allora, e il Manzoni sorridendo soggiunse: « Vede per chi sono gli applausi, signor Conte?»
   Ma all'uno e all'altro andavano gli evviva del popolo; al Poeta che già tanti anni prima aveva vaticinato l'Italia:
   allo Statista, che aveva avverato il presagio del Poeta.
   Il 14 di marzo, anniversario della nascita del Re-la Camera confermava col voto favorevole di tutti i 294. deputati presenti il voto del Senato.
   Il relatore della Commissione parlamentare, Giovan Battista Giorgini, con alate parole incorava gli onorevoli colleghi a « convertire un grido di entusiasmo in legge», a proclamare Vittorio Emanuele II, Re d'Italia, e chiudeva la sua proposta così:
   Una d'armi, di lingua, d'altare, Di memorie, di sangue e di cuor,