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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Discorsi d' indole politica, economica e sociale 443
   alle suppliche del suo Vicario, chè i flagelli sempre più novi e terribili avevano straziato l'Italia, come poteva accettare le lodi che il maresciallo di Francesco Giuseppe gli inviava per mezzo di paurosi sacerdoti, contornati dalle baionette goccianti di sangue italiano ?
   E intanto Garibaldi, fuggente per mezza Italia, correva al suo Calvario, e Anita diletta moriva sulla marina di Ravenna !
   Fra tanta rovina, fra tanto sangue, un solo stato: il Piemonte, era riuscito a salvare lo Statuto, che Vittorio Emanuele, unico fra i principi italiani, aveva romanamente difeso in faccia al baldanzoso soldato dell'Austria.
   Fieramente aveva detto il giovane Re, a cui si voleva imporre dal Radetzki di abbassare la bandiera dei tre colori e di abolire la costituzione : — «La mia casa conosce la via dell'esilio, non quella del disonore!»
   Cittadini, anche una volta inneggiamo al Re Galantuomo, a cui il maresciallo austriaco, dubitoso forse che questo coronato Pier Capponi disperatamente insorgesse con tutto il suo popolo, consenti di serbar fede ai liberi ordinamenti da suo padre giurati, di non ripiegare quella bandiera che simboleggiava « l'accordo di Casa Savoia colle idee della rivoluzione ».
   E frattanto, ai piemontesi si univano tutti i prodi toscani, lombardi, romani e siculi, veneti e napoletani scampati dai patiboli e dalle segrete del Borbone, dell'Austria o del Papa, e gl'insofferenti del giogo ribadito sulle loro terre, i quali, tra le auguste mura della città di Emanuele Filiberto, aspettavano fremendo il giorno della riscossa.
   E fra le timide speranze, e più fra i timori di nuovi