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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Discorsi d' indole politica, economica e sociale 441
   fatale, consegnata la spada al figlio, prendeva la via dell'esilio, che l'aquila di Savoia, ferita nel cuore, avrebbe, undici anni più tardi, risanata e gagliarda, unita all'aquila napoleonica, piantato il rostro potente sul bicipite uccello, che nella lotta tenace lasciò sangue e penne sui campi di Lombardia?
   Oh come nel solitario asilo di Oporto sarebbe spirato felice, l'infelicissimo Re, se innanzi agli occhi che avevano versate tante lacrime, che si erano fissati su tante immeritate sventure, fosse passata la mirifica visione delle battaglie e delle imprese avvenire colle quali fu compiuto il suo sogno!
   Dalla sera umida e senza stelle del 29 marzo 1849, allorquando Carlo Alberto presentava ai suoi generali, muti e commossi, il figliolo, con queste semplici parole: «Questi, o signori, è il vostro Re, » la dispotica signoria austriaca parve dovesse perpetuarsi in Italia. Abbattuto e stremato il Piemonte, Brescia, dopo dieci giorni di resistenza disperata, messa a ferro e a fuoco dal feroce Haynau, Bologna prostrata con supplizi feroci, i Duchi di Parma e di Modena ritornati colla forza delle armi dell'Austria nei loro stati inviliti, il Granduca di Toscana reduce a Firenze tra l'ossequio pauroso dei sudditi — solo Livorno nostra dispettosamente, spartanamente insorgeva e combatteva per due giorni senza speranza! — e la Sicilia e il Napoletano, anche una volta costretti a sopportare l'infame Borbone !
   Due sole città resistono, e pur troppo per poco: Venezia e Roma.
   Venezia, che aveva votata l'unione a Carlo Alberto, torna repubblicana, e Daniele Manin sventola il libero vessillo di San Marco sulla piazza dei Dogi; e Roma — fuggito il trepido spergiuro Pontefice a Gaeta —