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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Discorsi d' indole politica, economica e sociale 439
   Chi, se non i Papi, frustrarono il sogno di Teodorico che voleva accomunare i suoi forti Ostrogoti ai vinti Italiani?
   E furono i Pontefici che, dispersi i soldati del figlio di Teodemiro, colle armi di Belisario e di Narsete, spinsero le città italiane, sommesse all'Impero di Costantinopoli, a ribellarsi.
   E contro i Bisantini, invocarono i Langobardi, i quali, dopo circa due secoli di signoria, e quando proprio erano prossimi a raccogliere in un corpo solo la già smembrata Italia, furono dal Franco Pipino, invocato dal papa Stefano II, vinti e cacciati.
   Ahimè, riconosciuto solennemente dal pontefice, re dei Franchi, il figlio di Carlo Magno imperatore, Pipino, questi nel 756 dette, ricompensa desideratissima, al capo della Chiesa, in assoluto dominio il Ducato romano, l'Esarcato e la Pentapoli e da tale sciagurata donazione nasceva la potenza temporale dei Papi che, per undici secoli, rese schiavi gl'Italiani!
   Ma non giova rievocare tante tristizie in questo giorno memorando.
   Noi — proprio come il risanato da un grave malore, che ripensa con mesto sorriso ai tormenti trascorsi — possiamo, senza tema ormai, rammentare i dolori sofferti, e rinati alla vita, dagli aperti polmoni, emettere un largo sospiro di soddisfazione e di trionfo.
   Oggi l'Italia è fatta, e possiamo attestarlo con legittimo orgoglio, anche il nobile desiderio di Massimo d'Azeglio è divenuto realtà: si sono fatti gli Italiani !
   I nipoti dei Carbonari, dei martiri di Modena e della Giovine Italia, del Napoletano, degli Abruzzi, del Piemonte, della Calabria, della Romagna, di Fer-