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Capitolo terzo
Narrano i cronisti che a due milioni ascesero i pellegrini, e tra essi si notarono Carlo di Valois, fratello a Filippo di Francia, colla consorte Caterina, nipote dell'Imperatore di Costantinopoli Baldovino, e coi figli, accompagnati da 500 cavalieri, e Carlo Martello, Re d'Ungheria, imparentato cogli Angioini di Napoli. Ambascerie inviarono i potentati della terra, dalla guelfa Firenze all'Imperatore dei Tartari, che faceva offerta a Papa Bonifacio della conquistata Palestina.
E l'oro dei devoti ricolmò la cassa del Pontefice romano. Ma, purtroppo, non bastò ai Papi la ricchezza offerta loro dai reverenti cristiani, chè — pur sempre indarno — vollero anche dominare, assoluti signori, sulla nostra penisola.
Ben dice Niccolò Machiavelli : « La Chiesa non essendo stata potente di poter occupare 1' Italia, ne avendo permesso che altri la occupi, è stata cagione che la non è potuta venire sotto un capo, ma è stata sotto più principi e signori, dai quali è nata tanta disunione, tanta debolezza, che la s'è condotta ad essere preda non solamente di barbari, ma di qualunque altro l'assalta. Di che noi abbiamo obblighi con la Chiesa, non con altri. »
Io non voglio tediarvi, o cittadini, col ritesservi la istoria del Papato, col rammentarvi paratamente come la Chiesa di Roma, dimentica di perpetuare la gloria de' suoi martiri caduti per affratellare gli uomini, per esaltare gli umili, per incivilire i barbari, usando e abusando della sua autorità, spingesse imperatori e re, popoli e cittadini a lotte fratricide, come per essa la Lupa romulea divenisse, fin dai tempi di Dante. « la bestia senza pace » « carca di tutte brame » la quale
...ha natura si malvagia e ria
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo il pasto ha più fame che pria.