Discorsi d'indole politica, econoģnica e sosiale 433
il Carducci e con calda parola lo esorta, lo scongiura a non recare ad effetto il suo proposito. Molti argomenti espose l'insigne uomo a conforto della sua opinione, tratti dalla storia, dall'indole, dalla dignitą della cultura italiana.
Obiettando a lui il Ministro che non vedevasi in generale che rimanesse dopo la scuola traccia del greco, in essa malamente studiato, non imparato, il Carducci rispondeva queste testuali parole, che qui ripeto come ammonimento : « L'utilitą dell'insegnamento del greco non consiste nel fare apprendere con possesso quella lingua, ma nel tenere vivo, nel diffondere quel senso di educazione classica che intimamente operando solleva lo. spirito. L'idealitą della cultura sostiene la dirittura dell'animo ».
E dopo le parole del Carducci mi parrebbe irriverente aggiungere altro. (Approvazioni.)
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Nel Cinquantenario della Unitą d'Italia e della proclamazione di Roma capitale(').
A noi che nascemmo quando, dopo secoli tanti di schiavitł, la Patria, riunite le sparse membra, si componeva a Nazione, č doveroso e gradito celebrare i gloriosi anniversari. Fiduciosi nell'avvenire, rievocando i casi memorandi, dobbiamo volgere gli sguardi commossi, il pensiero riconoscente, ai reduci valorosi delle sante battaglie, ai testimoni, fortunatamente ancor vivi, di quegli epici giorni, che nel Parlamento, nelle cittą affrancate dalle male signorie, con la parola ardente e
(') Pronunciato da G. Targioni 'Pozzetti ne! Politeama Livornese, la mattina del 27 marzo 1911.
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