Discorsi d'indole politica, econoìnica e sosiale 431
di una Commissione Reale, la quale ha compiuto ormai i suoi lavori. La ponderosa relazione tratta de omnibus rebus. C'è molto di buono, ma anche molta confusione e molte proposte che non possono venire accettate. Se un Ministro d'ingegno, come è l'on. Credaro, se ne servirà come materiale di studio, farà bene ; ma se ne accoglierà tutte le conclusioni farà non solo un salto nel buio, ma un danno certo alla istruzione secondaria e specialmente a quella classica.
Lasciamo andare che i giovani sono troppo presto chiamati a decidere intorno alla loro futura carriera.
Il punto essenziale è questo. La Commissione propone la istituzione di tre licei: uno classico, con latino e greco, uno moderno col solo latino, uno scientifico. E fin qui possiamo anche esser d'accordo. I mali sono due. Il primo che la Commissione non ha saputo nettamente differenziare i tre nuovi licei; i due primi si somigliano tanto che finirebbero per confondersi malamente in uno solo. L'altro male più grave è questo : i tre licei di cinque anni, dovrebbero esser preceduti da un ginnasio comune della durata di tre anni senza latino e, naturalmente, senza greco, e perciò eguale, come due gocce d'acqua, all'attuale scuola tecnica...
Luciani. E questione di metodo !
Molmenti. ... E sia. Ad ogni modo se l'on. Luciani non crede iche il nuovo ginnasio riesca uguale all'attuale scuola tecnica, certo è che la innovazione riduce l'insegnamento classico a cinque anni, e lo ritarda di tre. Il ritardo, secondo me, è rovinoso, perchè la parte materiale e mnemonica, cioè imparare a memoria nomi e verbi, è specialmente adatta all'età dai dieci ai tre' dici anni, e diventerebbe più grave e più noioso ad un'età più inoltrata.
E rovinosa la riduzione a cinque anni, del tuttq
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