Stai consultando: 'Come devo parlare in pubblico? Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita', Jacopo Gelli

   

Pagina (441/479)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (441/479)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Discorsi d' indole politica, economica e sociale 427
   dorme, non è morto, e se avesse a risvegliarsi, non dovrà il Ministro, il tutore dell'arte italiana, impedire la rovina igienica e artistica della città più singolare • del mondo? (Approvazioni vivissime. Congratulazioni.)
   Il ministro chiudendo il suo discorso nella tornata del 24 giugno al Senato così parlava:
   E vengo al mio amico, perchè spero che tali siamo rimasti, al mio amico senatore Molmenti.
   Egli con un discorso molto elevato ha deplorato che il piccone demolitore compia vere devastazioni nelle nostre antiche e belle città, principalmente a Roma, a Firenze, a Venezia.
   Per Roma ha parlato del congiungimento dei Palazzi Capitolini, pronunciando qualche parola che non era di lode per quello che ha fatto il Municipio della Capitale; così almeno ho inteso. Ci tengo a dichiarare che il Municipio della Capitale intende bene i suoi doveri verso l'arte; se ha compiuto il congiungimento dei Palazzi Capitolini lo ha fatto col permesso del Ministro della Pubblica Istruzione, il quale a sua volta ha seguito il parere del Consiglio superiore nel ritenere che per un congiungimento provvisorio gli interessi dell'arte non erano offesi. Ed io posso assicurare il Senato che, non appena chiuse le esposizioni di Roma, ciò che è stato aggiunto alla bellezza degli antichi edifici sul colle capitolino cadrà immediatamente. (Benissimo.')
   L'onorevole senatore Molmenti ha parlato di Venezia, inorridendo dinanzi all'immagine di un ponte che avrebbe dovuto congiungere la città con la terraferma. Non conosco affatto, lo dichiaro francamente, questa questione.
   Egli però chiama felix culpa quella di un Ministro