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14-° Discorsi d'indole politica, economica e sociale.
Per annunziare la cessazione dell' Armistizio coli' Austria (seduta del Parlamento Italiano [detto in allora anche Subalpino] del 14 marzo 1849).
Signori, il giorno della riscossa è giunto____(') io
vengo ad annunziarvelo in nome del Governo.
La nostra longanimità, i buoni offici delle potenze mediatrici a nulla valsero finora. Il contegno dell'Austria dimostra che non si poteva sperare una pace onorata, se questa non veniva promossa colle armi.
Coll'attendere più oltre, noi avremmo distrutte le nostre forze senza speranza veruna : le nostre finanze si sarebbero maggiormente impoverite; il nostro esercito, ora pronto e fiorente, si sarebbe indebolito; l'ardore che in oggi lo anima a combattere e pel Re e per la patria si sarebbe scemato, se più a lungo fosse stato costretto a rimanersene inoperoso (*).
Voi lo comprendeste, o Signori, ed ora sono pochi giorni esprimeste qual era il voto della nazione : innalzaste il grido di guerra. Il Governo l'accolse.
Nell'accoglierlo non ci dissimulammo i pericoli della lotta che si stava per ripigliare; non dissimulammo i mali che ne sono una trista ed inevitabile conseguenza.
(') L'oratore, Urbano Rattazzi, fu interrotto da prolungati applausi dalla Camera e dalle Gallerie.
') Approvazioni.