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Capitolo terzo
vicenda tutte le barbarie e tutte le civiltà dell'evo medio, e osservar da presso le costumanze e le tradizioni di tante genti di Europa.... Conoscere la storia d'Italia vuol dire penetrar primi con Polo il mistero del profondo Oriente, e affacciarsi primi, con Colombo, alle foci delle riviere d'oltre Atlantico, e battezzar, con Americo, i continenti rivelati____
Non è angusta cosa amar l'Italia cosi di un amore che, nulla disconoscendo delle grandezze altrui, abbia la consapevolezza, anche fiera, anche pugnace — ove occorra — di ciò che fummo, di ciò che siamo, di ciò che possiamo essere.
Noi uscimmo alla vita in un gran secolo, che abbassò ai nostri occhi le barriere dei popoli, che ci ventò sul volto l'afflato vasto e aperto delle più grandi speranze. E guardammo distanze inaspettate, e respirammo le vive aure che giungevano cosi di lontano, pur sentendo nel cuore che nulla in noi moriva del mondo più vicino e più nostro, nel quale eravamo nati e cresciuti, e, anzi, ritornando ad esso con l'occhio illuminato di una più viva fede.
Le patrie intiere, nella pienezza dei loro diritti e delle loro energie, sono gli elementi di una più grande patria, l'umanità; nè si può muovere alla ideale concezione di questa, senza prima avere ascoltato tutte le voci che parlano, e vedute tutte le forze che operano entro i confini della terra e della stirpe da cui siamo usciti. Ogni compimento patrio impedito, ogni limite patrio violato, si traduce in un disagio, in una inquietudine della storia, e rimuove sempre più dallo sguardo la visione dei compimenti più vasti e dei più larghi orizzonti.
Sì, viviamola tutta, la patria, sentiamola tutta come nostra. Siano istituite per noi armonie fraterne e con-