Capitolo terzo
cosa, suscitando a sua volta cose novelle. In tal modo, a un idioma un altro idioma sottentra, foggiando diversamente da quel che erano prima, e preparando ad altre tradizioni e speranze le anime delle moltitudini, per le quali la parola non può essere strumento di estetiche compiacenze, ma è immediato elemento di vita e di lavoro.
Che se noi fossimo pigri a persuaderci di ciò, provvede a dimostrarcelo la stessa stirpe germanica, di cui è quotidiana e palese l'opera intesa a occupare con la potenza della sua economia le plaghe orientali del nostro paese, diffondendovi e rendendovi necessario l'uso della parlata tedesca. « Per una più grande Germania» hanno scritto i tedeschi sulla loro bandiera : e, tenaci discendenti di Arminio, vagheggiano sulla stirpe latina altre rivincite, non sanguinose per certo, meno epiche, ma non meno profonde nella storia, di quella che la giovine Germania perpetuava nel monumento della foresta di Teutoburgo, eretto al vincitore delle legioni di Varo. Cosi la conquista teutonica dilaga tranquilla, per i valichi aperti sul terreno che è nostro, e dove pur passeggia la sentinella straniera; dilaga tranquilla entro i confini della nazione italica, lungo le sponde del Garda nostro, verso le terre e le città nostre. E dunque, da quelle parti, sempre presente per noi la visione di un pericolo grave; ed è, appunto, anche da questa inquietudine alimentata, anziché placata, dalle pacifiche apparenze della presente civiltà, che nacque il sodalizio della Dante Alighieri : esso guarda ai dolorosi confini custoditi indarno dalla fede di un popolo incompiuto, dove Italia cede al tacito avanzare della conquista germanica, come neve di monte all'estate, e contro di quella ritempra le resistenti energie della lingua e della cultura italica, e chiama a raccolta tutta la potenza delle nostre grandi memorie.