Discorsi vari intorno alla bandiera
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Intanto, nelle case e sui mercati, nelle officine e nelle pubbliche assemblee, venivano rompendo le nuove favelle, che accolte nelle scritture dei notari e dei poeti, recavano tributi ognora pił ricchi all'idioma crescente d'Italia.... E cosi si tracciavano i vasti disegni della patria, che poi nuove nebbie e nuovi nembi dovevano nascondere, come avviene delle albe serene a cui non seguano, serene del pari, le giornate promesse.
Oggi i disegni interrotti della storia nostra, ripresi nei tempi con fortunosa vicenda, son presso che compiuti nello spazio. Ma il dovere d'Italia non cessa; e noi dobbiamo sentirlo tanto pił profondamente, quanto pił profondi nel passato ci appaiono i primissimi indizi della patria che cercava sč stessa. Noi dallo sforzo creatore degli avi dobbiam misurare l'obbligo nostro presente ; noi dobbiamo misurare da quello quanto dovere ci incomba di conservare e d'ampliare i compimenti raggiunti.
Non riposo, pertanto, dopo le fatiche e le battaglie passate; ma assidue, operose vigilie, tanto che i giorni di pace, preparati dalla forza combattente dei padri, nulla pił siano che la medesima loro forza mutata a pił calme conquiste, e pronta, comunque, alla difesa dei diritti conseguiti.
Non tutte le guerre si combattono con le armi, o, meglio, non tutte le conquiste con le armi si compiono. Disavvezzate, ad esempio, un popolo dall'uso della propria lingua, e voi lo avrete escluso dalla sua storia : mutate sulle sue labbra la favella natia e voi gli avrete lentamente mutata la patria nel cuore. Nč a questo fine si domanda violenza di esigli forzati o di invise dominazioni. Basterą che una economia nuova si introduca al luogo delle economie native, e che siano create cosi necessitą nuove, perchč la parola segua fedelmente la