Discorsi vari intorno alla bandiera 3» «
Alberto usciva a metter pace fra le piccole genti di vai San Martino, rissose fra loro nelle primissime prove della libertà municipale, di qui usciva pure riedificata Milano, a rinnovar la sfida all'impero; di qui l'agguerrita Legnano, a compiere in realtà di vittoria i disegni ansiosi e segreti delle città federate.
Che trambusto eroico di storia fu allora laggiù, nel fosco medio-evo ! Città distrutte e risorte, e una città nuova creata a subite strategie, e voci di cittadini chia-mantisi da presso e da lontano e un rivelarsi inatteso di fratellanze obliate nei secoli....
E come percossero a sodo, ai 29 di maggio, le buone mazze, come feriron sicure le buone spade temprate nelle officine lombarde! Erano artieri che la libertà tramutava a soldati; eran soldati che combattevano con l'armi fabbricate da loro, rese più agili in quelle mani dalla famigliarità del lavoro che le aveva foggiate.
Così i figli di quei comuni che già « si risolvevano in repubbliche » e che, sottraendosi lenti ai gravami dell'impero, avevano istituite le cittadinanze recenti, ed elevata la plebe a nobiltà nuovissime, avevan superato ogni spazio di mezzo, e si trovavano, petto contro petto, innanzi ai cavalieri imperiali, e consacravano sul campo la loro storica dignità, costringendo il ferro dei baroni di Germania a incrociarsi col loro.
Or noi non richiameremo quest'epica gesta per febbre di 'eroici compiacimenti, o per inebriarci e quasi accanirci nell'orgoglio di una vittoria che fu nostra.
Certo la natura umana non ha ancora perduto il suo brivido sacro innanzi allo spettacolo — sia pur richiamato in memoria — di queste selve umane agitate e sconvolte sui campi della vecchia terra, da un turbine d'impetuoso furore; di queste disperate bellezze in cui