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Capitolo terzo
quale suona nelle aule scolastiche, nei comizi, nei campi, nelle assemblee legislative, nell'esercito, nelle officine, chissà che l'animo nostro non si risollevi ad uno di quei salutari movimenti di fede e d'orgoglio patrio tanto rari alle nostre generazioni. Fateci balenare insieme la visione delle glorie italiche nelle pacifiche conquiste della terra. Ricordateci che fra- le tenebre del Medio Evo un italiano di Venezia percorse primo le terre della Mongolia, della Cina e del Giappone e le narrò all'Europa incredula che dovè più tardi ravvedersi alla sua fede. Ricordateci che l'Evo Moderno data presso tutti i popoli colti dall'impresa di un italiano di Genova e che se il grido delle ciurme, pur rao' sbarcate sui nuovi lidi senza nome, suonava nella lingua spagnuola, certo il sentimento di grazie che il grande ammiraglio levò solo nel cospetto di Dio, fu nella parlata italica che gli ricordava la madre, i lunghi sogni e le a lungo deluse speranze. E ricordateci ancora che negli ultimi anni, la bandiera e la lingua d'Italia sventolarono e suonarono, per opera di un Principe italiano, a latitudini non mai prima raggiunte nella notte polare. E possano quei gloriosi ricordi ritemprarci l'animo e le forze.
La Dante Alighieri a Pontida (').
Nell'atto di celebrare, raccolti in Pontida, gli intendimenti e le speranze del sodalizio che si denomina dall'Alighieri, esaltandoci nel ricordo dell'evento storico
(') Il discorso qui riprodotto fu pronunciato da Giovanni Bertacchi sul peristilio della Chiesa di Pontida il 5 aprile 1908 in occasione del pellegrinaggio della Dante Alighieri, co-
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