Discorsi vari intorno alla bandiera
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Serbare in vita questa gloriosa lingua della stirpe, ecco il compito di Dante Alighieri. E non il suo solamente, ma di tutti quelli cui fu trasmessa per naturale discendenza. Questa libera diffusione dell'incoercibile elemento linguistico, nulla contrasta e nulla insidia alle ragioni della politica. E voi giovani volonterosi, poiché le nuove conquiste meccaniche hanno ridato al viaggiatore la vista e la conoscenza delle terre distese, e gli concedono a volontà le soste riparatrici e la libera contemplazione delle bellezze naturali, se mai riposando e mirando v'imbatterete in vecchie madri che piangono i figli esulati oltre gli Oceani e deliberati di insediar-visi durevolmente, raccoglietevi nella coscienza dei doveri patri e formate il gagliardo proposito di far sì che la terra nativa sia per essere a quei derelitti più provvida, più giusta, più soccorrevole che non le nuove terre remote. E se l'antico sentimento della italianità vi induca a percorrere l'opposto lido del mare d'Adria, mirandovi gli archi e gli anfiteatri che già vi eresse Roma, e le chiese e le torri e i palazzi e le colonne che vi seminò con materna cura Venezia, raccoglietevi nel sentimento della stirpe e formate il gagliardo proposito di una pacifica, vigilante, vivificatrice custodia di quel patrimonio linguistico in cui risiede l'anima incoercibile della razza e che non si chiude in cerchio di politici confini.
Ed ora esci la prima volta al sole, o nuova bandiera, esci al saluto delle numerose consorelle che ti accoglieranno festanti e t'inchineranno quale simbolo della sacra, fiera e dolce lingua di Dante. A vedervi cosi raccolte in un fascio, esprimenti insieme le energie giovanili avide di percorrere la terra ed il verbo patrio