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Come devo parlare in pubblico?
Esempi di discorsi per le varie occasioni della vita
Jacopo Gelli
Ulrico Hoepli Milano, 1912, pagine 464

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Discorsi vari intorno alla bandiera
   3» «
   rentado e di commerci. Seconda, perchč il tacerne potrebbe ingenerare diffidenze che noi sappiamo di non meritare. La Dante Alighieri non fu mai, non č, nč vuole, nč sarą mai per essere una Societą politica. Essa considera quali genti sorelle, le genti di lingua italiana raccolte entro la cerchia delle Alpi s'anco disgregate dal Regno e si industria non di concerto, ma per comune intento con esse, e con aperta azione, di serbar loro intatta quella lingua che esse adoperano da secoli, non solamente a manifestazioni letterarie, ma ad ogni espressione di vita pubblica, a intimitą domestiche, a disbrigo di faccende.
   Essa che novera fra i suoi soci uomini di fede politiche disparate ed avverse, non domanda da essi quali siano le loro secrete aspirazioni, ma č e fu sempre ferma nel proposito di contenere la sua condotta entro le norme di una irriprovevole correttezza internazionale, persuasa che ogni giustificato sospetto scemerebbe efficacia alla sua azione.
   E certo che nel Trentino e nel Triestino la Dante Alighieri č in diretto antagonismo con le societą affini dell'Austria, della Germania e colla slava, ma bisogna osservare che mentre la nostra azione vi č tutta difensiva, la loro ha, nei nostri rispetti linguistici, un carattere di persistente aggressione. Che se noi raffrontassimo i lauti bilanci che ognuna di quelle societą puņ vantare all'esile nostro, se non stesse in favor nostro la profonda resistenza secolare, dovrebbero d'un colpo caderci l'animo e le forze.
   Ma racconta il Villari nell'ultimo suo discorso, di un paesello nel Trentino durato del tutto italiano quantunque fasciato d'ogni intorno di villaggi tedeschi. Arriva la Societą per la diffusione della lingua tedesca e si offre di sopperire, bontą sua, a tutte le spese del-